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PRIGIONIERO DI UN SOGNO

Scritto da ilfrancescano. Postato in Concorsi

CONCORSO “PRIGIONIERO D'UN SOGNO”
DEDICATO A CLAUDIO VILLA E ALLA SUA ROMA
CONFERIMENTI DA BANDO:
TROFEI, TARGHE, MEDAGLIE IN ORO ZECCHINO E ARGENTO PURO, MEDAGLIE PATROCINI

1 CLASS. Sezione letteraria inedita- C.VILLA
opera: ” UN AMORE COSI' GRANDE.”
NOTA DELL' IDEOLOGO
collage costruito con i titoli delle canzoni dal Reuccio interpretate, alcune famose, altre meno note.
autore: CAVALIERE BIANCO 43 DI ROMANS D'ISONZO (GO)
mot: ”l'autore riportando alla luce, brani illustri, si è cimentato in un lavoro veramente originale.”
conferimento:TROFEO

” UN AMORE COSI' GRANDE.”
Cara piccina, sulla Strada delle mimose t'ho incontrata, ricordo che cantavi “Serenata celeste”.
La Canzone del mattino, tu Bocca desiderata, Con la pioggia e con la luna,Sul viale delle viole, o lungo il Borgo antico, la tua canzone canti ancora.
'O treno d'a fantasia,Anima e core mio,non è un Addio...addio, ma solo O sole mio, quel sole che infiamma gli Stornelli romani a dispetto, mentre le Campane di nostalgia suonano su Lungotevere in festa.
Tu sei per me, La più bella del mondo, Tu sei nata per amare ed Accetta queste dodici rose,ma, se non mi sai assolvere, Non pensare a me, pur s'è Bello fa l'amore quanno è sera!
Tu Aspettami ancora stasera,ricordi al Primo appuntamento, ho trovato il Cancello chiuso, l'avevi
chiuso tu, Madonna de l'urione, l'inferno in me,scoppiò.
Povero cuore mio! pregai la Luna rossa, finché un Violino lontano, d'Un'orchestrina di periferia, L'eco der core, scortava Dispettosamente.
Tu Credi d'amare, Occhi senz'amore, Tu m'hai detto 'na bugia, io sognavo un Pupo biondo e una Casa in cima al mondo, ma è meglio Una sera piangere da solo, che ogni mattina dire Buongiorno tristezza.
Quanno a Roma 'na maschietta te vo bene,
tu desideri solo, prendere una Chitarella e per lei suoni Son tutte belle le mamme del mondo.
Ora, Me ne vado a spasso solo, cantando una semplice Canzoncella, che in Mexico mi riconduce, là dove c'è la Luna rossa e ti fa dimenticare Un triste autunno.
Giuro d'amarti, suvvia Facciamo la pace, ch'è la Cosa più bella! Più bella che c'è.
Manuela, è vero sono un Guaglione e tu non sei Trasteverina, ma se mi vuoi bene, rinnoviamo, il Giuramento.
Non ti scordar di me, Perdonami, e se Domenica è sempre domenica, se m'ami, Ci sposeremo a Napoli, oppure Quanno er sole de Roma lascia li sette colli.
Si è vero, son stato con Maria Cristina, alle Tre fontane, ma tu sei Chiù bella de rose, e io con la Calamita d'oro te vorrei accalappia e poi ti Vurria vasà, questo amore mio, non si spezza, è più forte di una Catena, Sarrà chissà tu Qui sotto al cielo di Capri, sei tutta Fragole e cappellini.
C'è Un sentiero nel cielo Angelo mio, che desidero percorrerlo assieme a te, io Ciuciariello bianco, tu scortata dai Pompieri di Viggiù.
Nessun Fiore malato, ci attende Sul ponte di Rialto, ma solo una Primavera nuova, finalmente Soli, innanzi al Mare, Suspiranno A luna chiena.
Amor mon amour my love, ti giuro sul Padreterno, che tu sei per me, UN AMORE COSI' GRANDE.

1 CLASS Sezione letteraria inedita-ROMA
opera:” STORIA VERA D'ALTRA VITA /LA PURFINA"
autore: INQUILINO DI REBIBBIA
mot:”con cruda realtà. Il narratore ci presenta il dolore di Roma, appena batostata dalla guerra e col cuor spezzato. Il concreto riportato, in 90 intense pagine, esplode tra immagini e concetti, che accompagnano tutta la storia, presentata non con pietismo, ma con tanta benevola affezione.”
conferimento:TROFEO

“STORIA VERA D'ALTRA VITA /LA PURFINA"
Oscillava appena la sera e le ciminiere seppur diverse, tristemente sbuffavano.
Quella più alta parlava di dolore, e tutto Monte D'Oro, con occhio critico l'osservava.
Dietro di questa, vi era quella che la pagnotta assicurava, pur se puzzava.
Erano gli anni cinquanta, gli anni della Vespa, della Lambretta, di Bolero,di Claudio Villa,di Vola Colomba, di Amedeo Nazzari, di Lucia Bosè, di Tony Curtis, di Totò, di Anna Magnani, di Renato Salvatori, di Aldo Fabrizi, di Alberto Sordi, di Celentano, di Rascel, e di tanti altri che, ci proponeva puntualmente il cinema della Parrocchietta d'inverno e delle Terrazze d'estate.
Quanti amori sullo schermo, l'emozione pura, drenante che ti sussurrava spera, al ritmo di suadente sound e quando da solo nel letto ti trovavi nelle braccia Nat King Cole, avresti voluto avere.
Quelli erano gli anni dei fagottari ed andare a Ostia voleva dire traslocare ma, una volta là arrivati, il fiasco tracannavi, e quei rigatoni freddi, erano una vera delizia.
A seguire, a quei succulenti rigatoni, i pomodori col riso e le patate o i peperoni con la cipolla, ma noi giovanotti questi proprio no!
Giovani si, matti pure ma la cipolla no, proprio no!
Hai visto mai che rimorchiavi! Con quella puzza nessuna ti avrebbe dato un bacio, nemmeno la più brutta!.
Erano gli anni della caccia alle streghe, di Nilde Iotti e Palmiro Togliatti,di Alcide De Gasperi, degli isterismi politici, dei metri di ghiaccio, dell'uomo in bicicletta, delle ghiacciaie dai grandi maniglioni e dei quadrati con le manopole, che ti facevan pensare d'esser al cinema.
Quanto nuovo consumismo! Per la prima volta in volo una cagnetta, e una strada lunga chiamata Sole, che univa l'Italia martoriata dal conflitto bellico.
Quante cose ci proponeva il televisore, quello del bar ovviamente!
Com'erano vuote le saccocce di tutti!
La moda d'allora? Paul Anka si imitava e OH DIANA, DIANA si cantava.
Al suon di rock'n'roll, ci sbarbavamo e a Marlon Brando ci ispiravamo, per conquistare la pischella che, al cinemascope recavamo e mentre Fellini si applaudiva, ci scappava qualche tenerezza e secondo la pischella che avevi rimorchiato, si andava ancor più là.
Questi erano gli anni 50 che ricordo con passione, forse, no, senza dubbio, perché conobbi lei:Lella.
Ancheggiava come Marilyn Monroe e il repiro mi bloccò sin dall'inizio.
Il cambiamento di moda per la donna, in quegli anni fu una vera rinascita.
Immancabilmente lei indossava la gonna a ruota, tacchi a spillo, camicette che mettevano in evidenza il prosperoso seno, e foulard della stessa tinta della camicetta, che sbottonava facendo intravedere il candido seno.
Biondi riccioli intrattenuti da un cerchietto, le cadevano morbidi sulle spalle, gli occhi, costantemente coperti da occhiali da sole con lenti scure.
Oh quanto mi piaceva!
Nel vederla, una procella sensoriale si agitava forte in me,in me che ero alto circa 20 cm meno di lei.
Vi sono fenomeni meteorologici che, non divengono solo oggetto di studio scientifico, ma, per la loro portata ed il fascino che, esercitano sulla mente umana, finiscono col divenire, nelle varie elaborazioni letterarie, temi, topoi e metafore di fasi, dell’esistenza umana.
La tempesta è così, sicuramente, una delle immagini più ricorrenti a far da sfondo a racconti, romanzi, poesie e, come nel caso degli autori presentati, nel presente lavoro, ad essere usata come simbolo, per sintetizzare meglio il tema dei rapporti, tra la vita di un individuo ed il resto della sua comunità.
Là, dov'era la stazione termale, ora sorgeva una casina dal tetto di compensato, e le pareti di cannucce.
Via Campana, via Majorana, Ponte Bianco erano tornati a giocare con i ragazzi di vita, i ragazzi resi famosi da quell'uomo dai mille volti.
Qui, all'Isola, con il periodo guerresco, tutto era cambiato, soprattutto le facce.
Poco più là via Ettore Rolli, che la domenica, brulicava con tappeti e stoffe, chincaglie e argento, lumi e quadri, ma quel che mancava realmente a chi si strusciava andando verso il Porto di Ripa Grande, erano le breccole.
Nacquero così in alternativa le farfalle, no, non volavano lontano ma si insediavano sempre di più, nella mente della povera gente.
Quel gran palazzone di via San Michele, ruggiva e frignava, i suoi minori reclamava.
Tra le catacombe site lì, dove il grande Cesare coltivava gli ortaggi suoi, c'erano le baracche, alcune linde altre emanavano odori forti, tra quella sporcizia si esaltavano malori, malumori e ancor di più.
Erano gli anni cinquanta, gli anni delle processioni domenicali a piedi verso Porta San Pancrazio e lì, nella Basilica, le mamme asciugando nasi, ringraziavano la Vergine, e una preghiera dedicavano a chi, aveva cercato di difendere l'Eterna, contro i francesi.
Quelli erano gli anni dei fagottari, gli anni delle vigne di via Carini e delle coltellate di via Rosolino Pilo.
Erano gli anni delle traghettate sul Tevere, in compagnia der Caciotta, gli anni che si bighellonava dietro alle ragazze, fino a finir esausto su una panchina del Pincio.
Gli anni delle bande e degli sfrattati, di Ladri di biciclette e della Ciociara, della panzanella al Funtanone, della schedina e dell'innovazione, ora, sulle sponde del Tevere, quando calava la callura, vedevi certe sirene in due pezzi, che Dio le benedica!
Ma, non tutto è migliore di prima, adesso non c'è più il sorriso genuino là a Monte d'Oro, adesso c'è il benessere consumistico.
In noi giovani, giorno dopo giorno, si allargava la bufera, la tormenta dei sentimenti.
Il sottoproletariato romano, s'arrangiava come poteva, persino i padri, per sfamare il figliolo, si prestavano a giochi viziosi, al ruolo del palo, il degrado sociale, si tracimava con caciara, senza alcun rispetto.
Tutto, in quegli anni è catalizzato verso un futuro colmo di affezione, di speranza e fede, fede non di croce ma di faccia e martello... … ...

2 CLASS. SEZIONE ARTISTICA. C.VILLA/ROMA
opera: “TRASTEVERE”
autore: DI GIOVANNI MATTEO DI POTENZA
mot: “eccellente realizzazione ad acquarello di piazza Santa Maria della Scala, ove c'è la famosa chiesa, osservata con occhio critico dal cantante che, in quel rione è nato.”
conferimento: TARGA

3 CLASS. Sezione LETTERARIA INEDITA- ROMA
opera:“CON GAUDIO ESTREMO”
autore:MICHELE RIZZO DI ROMA
mot:”qualitativo verseggio accoglie ordine strutturale classico e grande competenza della tecnica”
conferimento:medaglia in argento puro

PREMIO DELLA PRESIDENZA
opera:”ROMA RICORDA”
autore:BERNINI GIULIO DI ROMA
mot:”una poesia carica di tensione ed incentrata su Roma, che fissa immagini indelebili.”
conferimento:medaglia oro zecchino

PREMIO DELLA GIURIA
autore:VIOLANTE VIOLETTA DI VITTORIO VENETO(TV)
opera:”SAN PIETRO”
mot:”versi che inneggiano pace ed accompagnano un bellissimo ritratto della Chiesa”.
Conferimento:medaglione ROMA CAPITALE

OMAGGIO ALLA CULTURA
opera:”MACERIE ROMANE”
autore:TIBERI RICCARDO
DI SAN PAOLO DI JESI(AN)
mot:”grazie all’estro emotivo, la speranza di sanare le macerie storico artistiche dell'Eterna è talmente forte nel giovane autore, che viscera nel versifico con naturale impulsività”
conferimento:medaglia in argento puro

MENZIONE SPECIALE
conferimento;diploma

poesia ”SU QUEL BINARIO”
autore:SARAGAGLIA APOLLONIA DI CORATO(BA)

racconto ”LA CHIAMATA”
autore:CATALINI ANGELA DI LADISPOLI(RM)

poesia ”A ROMA”
autore: DOLLYRUSSO DI LUCCA

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