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al bambino perduto

Scritto da ilfrancescano. Postato in La Parola

 

AL BAMBINO PERDUTO di

 

ALFRED KELLYN FERRETTI PROIETTI di Latina

 

RACCONTI AUTOBIOGRAFICI TRA SOGNO E REALTA’

 

Pier Luigi D’Orazio Editore

 

Collana Autori bei monti

 

 (l’autore compagno in vita della poetessa VERA DI PRIMA di Latina, è salito in Cielo da alcuni anni)

Presentazione a Cura di Pasqualina Genovese D’Orazio

presentazione in SENATO(BIBLIOTECA SPADOLINI)

10 MAGGIO ’11

 

Perché scrivere un racconto che ci può impegnare a fondo sino ad inghiottirci, sino a revisionare il nostro “io”, perché perdere tempo con l’immaginazione?

Perché perdersi nella lettura di una storia reale/irreale?

Son questi quesiti complessi, la vita odierna domanda anzi pretende la socializzazione intesa come impellente bisogno di contrapporsi e paragonarci con gli altri esseri a noi identici ed è per questo che spesso, sempre di più quel che cova in noi sfocia silenziosamente tra le righe narrative e nel caso dell’autore biografiche.

La scrittura da sempre è un buon mezzo per comunicare e sta a noi lettori coglierne il messaggio, anche se esso è “scarsamente illuminato”.

Impariamo ad interagire col testo pur se la compagine è di minuscola natura, ma si sa tutto inizia col “VERBUM”.

Spesso è dall’impossibile che fiorisce il “caso eccezionale” e, questo ci sorprende e spesso ci spaventa, perché?

Perché sino ad allora, pur se inconsciamente, abbiamo portato quel “caso” sul baratro, sino al, punto di renderlo “autistico”.

Ma, quel “caso” ha un cuore, che batte e, nel profondo della notte, morde il guanciale ed urla mentre, la mente sconfina aldilà di quell’attacco vorticoso ed inumano.

Ma è qui che l’essere si riscatta e nella liberazione germoglia il“miracolo”.

E’ una sfida dunque la vita ed ogni vivente la deve vivere nel bene e nel male, sino alla morte pur se non fisica e, grazie a Dio è proprio per questo che possiamo risorgere, in carne ed ossa.

La vita ci insegna l’autore va vissuta pienamente, senza chiederci il senso, la durata o il valore. “La vita è una reggia dove si incrociano più elementi”, afferma sempre lo scrittore, “è una verità incerta, una fusione emotiva, una lettera mai inviata, è una allegoria

dell’io piantato in zona buia”.

Nella silloge ci sono temi incentrati sul dialogo, che sfociano talora in suggestione, talaltra in messaggi importanti.

L’autore con rammarico pensa al passato, a quelle indelebili ore trascorse in compagnia dell’incontrastata idealità, encomiabili i versi che fanno da unione tra la dimensione spirituale ed il mondo reale, dove il soggetto, uomo, resta uguale.

Il realismo magicamente umano, esposto con determinazione, crea energia conferendo a tutto lo scritto straordinario spessore.

Nel testo è da plauso quell’infiltrarsi dell’anima dello scrittore, assai suadente, che magnetizza il lettore, scombussolandogli lo spirito.

Il significato espressivo in alcuni punti fortemente elettrizzante, veste immagini elegiache, che si accostano a Dio, con umiltà ed etica, filtro di una versificazione prettamente interiore.

Questa di Alfred Proietti è una composizione lirico-narrativa, dove il Salmo si distende nel silenzio della Carità e, la parola assurge Luce...

 

GRAZIE VERA!”@ALFRED KELLYN FERRETTI PROIETTI

 

GRAZIE VERA ed ancora GRAZIE VERA,

per avermi fatto rinascere, al tal punto di invogliarmi a scrivere questo ”memoriale” e per questo ed altro ancora con sincero sentimento ti dedico alcuni versi che tu ami tanto...

Questo amore di Jacques Prévert

Questo amore

Così violento

Così fragile

Così tenero

Così disperato

… … …

 

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