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affreschi di memoria - collana autori bei monti Pasqualina Genovese D’Orazio

Scritto da ilfrancescano. Postato in PGD'O

affreschi di memoria
PIER LUIGI D’ORAZIO EDITORE

affreschi di memoria - collana autori bei monti
Pasqualina Genovese D’Orazio
Copertina e illustrazioni interne sono realizzazione dell’autrice
ogni singola copia di questo testo, sarà di supporto ai bambini del

maremoto 26 dicembre 2004, adottati nell’aprile 2005 dall’Accademia
Francesco Petrarca, tramite CARITAS CHILDREN sezione di Viterbo.
© Pasqualina Genovese D’Orazio
I.S.B.N - 9788889567128
- 5 -- 6 -PRESENTAZIONE
Ho sempre sostenuto che chi si appresta a scrivere un qualcosa, sia
esso un’intera pubblicazione o unicamente un pensiero, abbia uno
scopo ben preciso, una specie di forza trainante che spinge i muscoli
e la mente a elaborare pensieri, idee ed esperienze. Quando appresi
che mia madre intendeva scrivere delle poesie su Capranica, non ri-
masi troppo entusiasta, poiché temevo che l’impiego di un filo con-
duttore così specifico potesse limitarne, in un certo modo, la capacità
creativa. Il risultato, però, mi ha sorpreso positivamente, infatti quel-
lo che temevo potesse essere un’opera statica è divenuto invece un
impegno sempre più in evoluzione, dove gli aspetti caratteristici del
lavoro da ella svolto andavano moltiplicandosi di volta in volta.
L’omaggio al luogo geografico rappresenta, in definitiva, unicamente
la sorgente da cui nasce il fiume delle idee: ben presto, infatti, si ac-
cresce nel testo il numero degli obiettivi perseguiti dall’autrice.
Anche se sono convinto da sempre che un’opera d’arte non vada mai
spiegata, è doveroso, in questo caso, fare chiarezza sulla struttura di
questo libro, spiegando almeno in parte alcune delle sue caratteristi-
che ricorrenti: in un improbabile passeggiata col proprio cane, dove i
riferimenti spazio-temporali vengono affrontati più con la mente che
non col corpo, l’autrice compie il suo viaggio nei luoghi capraniche-
si, attraverso la storia, la leggenda e la fantasia.
Ad accompagnarla in questo viaggio è il ricordo di grandi personag-
gi, che ella associa ad ogni luogo o evento presentato nel testo, come
se al proprio fianco avesse una “miriade di Virgilio” a guidarla.
Torno, quindi, ad individuare nel dettaglio la chiave di quest’opera, i
suoi traguardi. Il viaggio per i percorsi fisici, storici e sociali, descrit-
to da una prosa semplificata e scorrevole, accompagna una poetica
fondamentale e allegorica, solo a prima vista immediata: l’autrice
non ci conduce solo nello spazio che vive, bensì nel mondo che la
ospita, nei suoi pensieri, nei suoi sogni.
Il soffio del vento
- 7 -scompiglia pensieri a piccole fate
Mani timorose sfiorano il testo,
mentre la mente, tremolante
si perde, con sgomento
Nel testo subiamo intensamente l’associazione tra autore e lettore, al
punto che le mani e la mente della scrivente si fondono con quelle
dei lettori, a generare una condivisione di gioie e dolori, scaturendo,
forse, una dinamica sentimentale similare alla pietas nelle favole di
Fedro.
Mille gocce bagnano
di Capranica
le turgide membra.
La componente fiabesca è molto presente nello stile poetico, forse
perché inconsciamente il poeta si rifugia, anche attraverso la scelta
del mezzo di comunicazione, in un mondo contenitore della vita: la
fiaba è come un otre dalle pareti molli, che vengono spinte e defor-
mate da contenuti incontenibili.
Nel cielo danzatrici stelle,
cullano, evento soprannaturale.
L’affresco della memoria si compie, per il momento, nell’intimistica
concezione dell’esistenza, imprimendo colori ed ombre indelebil-
mente, ma con semplicità e libertà di pensiero, senza vincoli o egoi-
smo letterario, per rendere immediata la condivisione dei contenuti.
Una porta d’accesso nello spazio infinito...
Pier Luigi D’Orazio
- 8 -Esperimento veramente originale quello di ricordare i luoghi cari che
hanno segnato la propria vita in prosa, con linguaggio pregnante e
graffiante, e in versi con interessanti richiami classici. Una lettura che
solleva lo spirito e aiuta a scoprire la bellezza di “luoghi” che si sono
impressi nel nostro io.
Grazie!                                
                                                                                don Antonio Paglia
Ho molto apprezzato l’idea di Pasqualina Genovese di descrivere Ca-
pranica attraverso le voci dei grandi poeti, ma anche letterati in gene-
re, scienziati, finanche musicisti, collegando le varie parti in una cor-
nice descrittiva e suggestiva che usa come filo conduttore Capranica,
i suoi luoghi, le sue usanze e tradizioni, la sua storia, la sua gente.
Il risultato è un suggestivo “tesoretto” che, come era d’uso nella let-
teratura del XIII e XIV secolo, costituisce una raccolta di testi pre-
gevoli, una summa poetica la cui lettura è pregnante ed esaltante a
prescindere.
Ma in questo caso il valore aggiunto, e qui sta la genialità dell’in-
tuizione di Pasqualina Genovese, è che all’emozione della poesia si
somma l’affetto per un luogo, Capranica, per la sua storia, per la sua
cultura e soprattutto per la sua gente, che traspare con forza da ogni
annotazione.
Le frasi si susseguono come pennellate delicate, e concludono, con
l’ultima pagina, un acquerello gentile ma incisivo, che restituisce con
grande energia ma nello stesso momento con somma delicatezza, un
panorama davvero amato dal profondo del cuore.
A poesia si aggiunge poesia. Il grande cuore di Pasqualina Genovese
ha compiuto il prodigio.
Capranica, settembre 2010
Paolo Oroni
- 9 -Fontana di San Rocco
- 10 -Pasqualina Genovese D’Orazio
S’è impigliata ‘na parola
Tra pietre e sassi
sui “monti da’ caduta”
s’è impigliata ‘na parola
semplice, spontanea
“roba de casa nostra”
scritta con rispetto,
in onore de ‘na bella signora.
Non ha pretese di poesia,
ma sol di pensiero ed estro,
non appartiene ad un sonetto,
ma solo ad un caro nome perfetto:
“Capranica”
Raccontar ho voluto,
ciò che di lei, conosco,
a volte legando alla realtà il titolo,
tant’altre ho usato applicare al titolo
fantasia di mente.
La voce dei Grandi
che in ogni tavola
mi ha accompagnata
ho abbinato
chiedendo loro indulgenza
per la sfrontatezza.
Ad ogni pie’ di pagina
citerò il lor nome,
a voi lettor cortesi
lascio scoprir la fonte,
auspicando a tutti
una lieta lettura.
- 11 -affreschi di memoria
- 12 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Verde collinetta
S
fiera implacabile e cruda... 1
Incrocio di venti
sembianze e pareri
croci e benedizioni
fertile terra
distese “gentili”
acque benefiche
frutti, vigne ed olive
vicoli stretti
piazze tonde
campane a festa
guglie sacre
gente operosa
Capranica
verde collinetta
dall’Alto baciata.
on le sei di un assolato mattino d’estate, mi ritrovo a passeggiare
in compagnia del mio cane Bud, in te attraente imponente crea-
tura, rimembrando tra le onde dei flashback, son giunta qui, all’anti-
ca polla di San Rocco, dove mi rivedo adolescente, durante i viaggi
da Roma a Montefiascone, in puntuale sosta, con la differenza che
allora in mia compagnia c’eran loro, i miei genitori.
Rammento che mio padre mi raccontava che durante gli allenamenti
per il Giro d’Italia, prima che la Seconda Guerra Mondiale cambiasse
tutto, con i compagni di squadra della Lazio si fermava a dissetarsi
sempre qui, e quella fonte gli era rimasta nel cuore.
Moltissime volte ho veduto persone con contenitori da 10 o più litri
fornirsi d’acqua, mio padre mi spiegava allora che non tutti i pae-
si limitrofi avevano quella ricchezza d’acqua come Capranica ed a
lui risultava che questo piccolo paese avesse acqua da donare anche
1 CHARLES BAUDELAIRE
- 13 -affreschi di memoria
ad altri paesi confinanti. Col tempo posso asserire che non si sba-
gliava! Essendo un appassionato del Petrarca sosteneva, inoltre, che
nell’opera “Familiarium Rerum” quella polla era stata citata dal Vate.
Ricordo che mi diceva anche che era stata sempre apprezzata dai
grandi personaggi stranieri, legati alla Santa Sede, sino a quando “an-
che due fratelli ‘Neri’, si accorsero di lei ed aprirono” e mi indicava
col dito lo stabilimento e “quella bevanda chiamata chinotto coll’8,
viene creata qui”.
Piacevole al gusto, di vulcanica natura, la generosa pura acqua oligo-
minerale, è anche curativa per alcuni tipi di sofferenze legate al fega-
to e alla pressione alta. Ho letto di recente che è stata notata anche dal
famoso “Sigerico”, durante il suo percorso a piedi, verso Roma, cosa
assai probabile, viste le sue qualità gustative e rinfrescanti.
Roma
In arabescata luce fiera
crepuscolo di seta
in folle giuoco
articolati colli di preghiera.
Il manto candido mordicchiato
da una dissennata farfalla nera
che sfoglia petali di vento
in un cortile stretto, stretto
di un vecchio convento.
Roma, il Papato, l’Impero.
Madre comune d’ogni Popolo Roma... accoglie... esalta... perdo-
na 2 .
Lo studio del passato riferisce che fu Sigerico, Arcivescovo di Can-
terbury, conducendosi a Roma in visita dal Papa Giovanni XV, a mar-
care l’allocazione territoriale della via “Franchigena”.
Il persorso, nato a ragion di pellegrinaggio, più volte nel corso degli
2 PIETRO METASTASIO
- 14 -Pasqualina Genovese D’Orazio
anni è stato arena di sanguinose lotte di potere.
Nella malinconia del tramonto
Nella finestra del tempo,
su Franchigena via...
Squallide capanne,
e
nitrito di nero cavallo.
La sfida è dentro e fuori.
Stanco dell’ozio
il capranichese decide:
“questa folla feroce...
...ravvolta sia nel suo sudario 3 ”
Come un acino d’uva,
s’accascia il nemico.
“Evviva! evviva!”,
è euforico, il borgo.
Lungo la via
veloci passi sconfitti.
Negli anni della mia giovinezza, bisognava scendere qualche scalino
per raggiungere lo sgorgo ad anello circolare, che era “protetto” dai
due leoni in pietra, che a me giovane fantasiosa sembrava di sentir
ruggire.
Scultorei antichi leoni
Il soffice soffio del vento
scompiglia pensieri a piccole fate,
nel silenzio del sole, sdraiate.
Dispettose, titubanti nuvole
3 STEPHANE MALARME ’
- 15 -affreschi di memoria
si annunciano a ciel sereno.
Un’ incrostato ruggito, infreddolito
fluisce nel delirio annunciato.
Spesso il silenzio può appagare... 4
Situata sulla frequentatissima via Cassia, la fontana è dedicata a
San Rocco ed affianca all’omonima Chiesa, in primitivo stile gotico,
eretta in XV sec.
Gli studiosi del passato ritengono che il Santo, in veste di pellegrino,
si sia qui realmente fermato, per curarsi una gamba affetta da pesti-
lenza.
Difatti, sembra che questa chiesa sia stata in primogenita data un laz-
zaretto, pronto ad ospitare i peregrini ammalati di peste, diretti ver-
so il Papa. Ancor visibile nell’interno un’unica navata, con l’Altare
maggiore in muratura, le raffigurazioni della Madonna col Bambino
e quelle dei Santi Terenziano, Sebastiano e Rocco.
La città il 16 di agosto di ogni anno, ricorrenza della morte del Santo,
che sembra avvenuta a fine anno 1379 di martedì, lo commemora con
una processione.
San Rocco
Sotto sole cocente
passi animati di Fede
testano tra lodi quel Martedì.
Su tratto di strada
incrocio di amabili guaiti
a bocconi di pane impastati.
Innanzi antica polla, vesti immacolate
si son radunate, la voce del celebrante
è serrata da schietta emozione.
Sotto sole cocente, vibra la mente
nel tripudio umano, serafini vocalizzi.
...L’Ospedale? è dove si trova Esculapio?... 5
4 ANTON PAVLOVIC CECHOV
5 JOHN ABERNETHY
- 16 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Chiesa di San Rocco
- 17 -affreschi di memoria
Quel luogo oscuro
Rantoli traboccanti
in asciutte bocche
qui, nell’anticamera
della Regina morte.
Tra il verde sospiro
fasce umane
dai mille colori
da Padre Universo
attendono clemenza.
Brontolano i ricordi,
tra splendor lunare,
nel buio, una Mano
accarezza accaldate fronti.
Uno stertore invade
il sovraccarico lazzaretto.
Nel Rifugio Eterno
un nuovo abbraccio
viene delicatamente avvolto
in niveo fustagno.
La morte non è altro che una malattia incurabile 6 .
San Sebastiano
Dall’altare olezzo di rosa
rimbomba antica purezza.
San Sebastiano
tra gli echi inesorabili
d’un passato desertificato.
Candidi veli, in cerchio
su carnagione di corallo.
In segreto d’Amore
6 ROBERT C.W. ETTINGER
- 18 -Pasqualina Genovese D’Orazio
dentro al suo cuore
azioni stoccate.
Il Mistero? L’incognito... il segreto 7 .
Sulla prestigiosa via Cassia, sul lato est del fontanile, direzione
Roma, a soli 5 KM, si drizza l’Antichissima Città di Sutri.
A metà strada tra questi due paesi trova collocamento un’agreste
zona detta”SELVA MOLA” a cagione, probabilmente, di una vecchia
macina installata nel bosco, per sfruttare la potenza idrica di un corso
d’acqua adiacente.
Selva Mola
Sul tavolo di Sordello,
la “Dia Komedio”.
Mani timorose sfiorano il testo,
mentre la mente, tremolante
si perde, con sgomento
nei suoi trentacinque anni.
Son troppi gli anni
spesi in “oscura selva 8 ”,
ma ora,
è tempo di correr,
là, dov’è valletta fiorita,
è tempo di far cantar
la “mola”,
è tempo di “Vita Nova”
Sempre puntando verso Capranica, incontriamo un’altra zona ”Cam-
polungo”, coltivata, come la maggior parte del territorio agreste del
paese, a nocciolo.
7 FRANÇOIS-MARIE AROUET (Voltaire)
8 DANTE ALIGHIERI - Tre sono i richiami a Dante Alighieri in questa poesia: oscura selva, valletta
fiorita, Vita Nova
- 19 -affreschi di memoria
In sale di tempo
Su “Campolungo”
nella sgobbata del giorno
l’allegra ripercussione dei bicchieri.
In destino giro, tra arroventate ore
il sorriso di Dio...
in perpetuo concetto 9 .
In sale di tempo
si sbucciano nocciole
sorridendo al vento
che disfà l’impaginatura
di polvere di terra sui capelli.
Il nocciolo sino a poco tempo fa ha rappresentato il sostentamento
del paese, quanta fatica per raccogliere a mano quella “tonda gentile
romana” creatura ”! Genuflessi e con le membra dolenti, si cercava
di raccogliere in fretta, poichè bastava solo un capriccio dell’azzurro
e si rischiava di buttar via il lavoro di tanta gente.
Un grammo di sole
Cosa fa il vento questa sera?
promette bufera.
Oh Dio dell’ Infinito
non ceder al suo richiamo
noi quaggiù abbiam
tanto lavorato e tanto sudato.
Oh Dio dell’ Infinito
non ceder al suo richiamo
persino il babbo ammalato
chinato a lungo è stato.
9 NICCOLÒ TOMMASEO
- 20 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Oh Dio dell’ Infinito
non ceder al suo richiamo
anche il mio bambino
a lungo ha zappato
e mio marito, per la fatica
non ha più riso.
Oh Dio dell’ Infinito
non ceder al suo richiamo.
Sulla valle si disperde
un sonno immusonito
rabbioso nel vento,
l’amaro lamento.
Entro un grammo
di sole rannicchiato,
nasce il giorno
che porta sul volto
il sorriso di un
nuovo raccolto.
Le donne, quando amano, hanno tutto il
peso della vita sulle loro spalle 10 .
Ci si stanca ancora durante la raccolta, ma per lo stesso quantitativo
che in un giorno solleva oggi un macchinario, prima veniva impie-
gato anche un mese. La campagna di Capranica durante il raccolto,
a causa della polvere sollevata dai macchinari, viene immersa dalla
nebbia, ma quel tipo là di obnubilazione diletta tutto il paese, perchè
rinfresca la vitalità, sebbene si stia in settembre inoltrato, tipica della
Primavera.
Oltre che mangiata come frutto, la nocciola viene usata per altri pro-
dotti agroalimentari, in particolar modo a Natale in ogni casa è fonda-
mentale per preparare il dolce tradizionale locale: il panpepato.
10 HONORÈ DE BALZAC
- 21 -affreschi di memoria
il panpepato
In inebriante essenza
il giuoco dei sensi
si nasconde vergognoso
tra palle colorate
e fili argentati.
Il naso è ormai aggredito
dal profumo delicato
dalla gola benamato.
Il panpepato
nel Giorno Santo
a fine pasto
mette la corona
al palato soddisfatto.
Per avere un buon prodotto, il contadino deve lavorare per un anno il
terreno, eseguendo man mano differenti tipologie di lavorazione. Ne-
cessitando di essere essiccate per la loro conservazione, in tempi pas-
sati, ma non troppo a dire il vero, a sera le nocciole raccolte venivano
stese al sole giorno per giorno, com’era bello il paese in quei giorni!
Allora non c’era famiglia che non avesse almeno qualche pianta di
nocciolo piantato sui terreni confinanti il centro abitato.
Valle di Centignà
Nella luce del tramonto
di speranza seminato
un Giglio bianco
in “Valle de Centignà”
abbraccia porporino richiamo.
Sii benedetta
O bella pace che... scendi 11
11 MARIO RAPISARDI
- 22 -Pasqualina Genovese D’Orazio
raccattando nel tuo zinale
briciole di vita campestre.
Formelluzzo
Sguardo di sole,
tra marzolini fischi,
in policromo sfondo,
“Formelluzzo”.
Gli occhi d’oro, van cercando
qualche ignota strana cosa 12
nell’ incavo assai profondo
della scura terra nera.
Cerca, cerca
han trovato inquadrata una fanciulla,
nel dondolio monotono, del penzolante muro.
Gingillosa grinza
La bicicletta, ammaccata, scattante
guizza, nel giorno sempre più lungo,
in un lampo, seduto sto sotto al fico,
in compagnia di lucertole e ramarri,
il cuor felice, la mente allegra.
Che delizia! Sentì quer ventarello...
... che le move er ponentino 13 .
Grondante di deliziosa sapidità
la “Cacciatella” nel sogno di libertà,
per sempre vivrà, immutata
nel cuor di un non più bambino.
12 DIEGO VALERI
13 CESARE PASCARELLA
- 23 -affreschi di memoria
il Piano
Su rive di vento
mi arrivano note armoniose,
là, dove sta “il Piano”
questa sera si balla.
... rallegrisi il ciel de’ vostri canti 14 .
Nella conquista dell’attimo
si scioglie, l’anima mia,
mentre il cuore,
implode
sogno d’amore.
Chiudo gli occhi,
mi lascio andare,
mentre
labile mosca
scivola tra le dita.
Castellaccio
Si espande sulla valle
intreccio di emozioni
su canto corale.
Nel cerchio delle rievocazioni
corso d’eventi ancestrale
spruzza, su inconfessati omessi.
Tra millenarie fluorescenze
dove vanno, barbare stampe?
S’è fatta notte, e i barbari?non sono più venuti 15 !
14 NICCOLÒ MACHIAVELLI
15 COSTANTINO KAVAFIS
- 24 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Pozzo
Tra sprazzi raggianti
la chioma di Berenice 16
oscillante sui rami.
Chi dell’Universo
distinse tutte le luci
alghe di “Pozzo”,
sorprese a sognare,
proibite labbra vermiglie
e sorrisi serrati
su seni di donna.
In abbandono totale
la giovane Nyx
intreccia corone di fiori
ed aneliti languidi.
Combattenti
Un uomo incise
cuore d’amore
nel cuore dell’albero
prima di cadere
sottosparo nemico.
Lameggiano nella chiara distesa 17
in velati sogni celesti
i sogni di quel cuore,
di tanti cuori ”combattenti”
16 GAIO VALERIO CATULLO
17 EUGENIO MONTALE
- 25 -affreschi di memoria
Vento di luna, uscente
Cogito, ergo,sum 18
Brivido di barlume
adagiato sul nuovo giorno
nella pacatezza estrema
il fantasma del “lagoverde”.
Vento di luna, uscente
matura break penetranti
in assordanti raccoglimenti .
Ascesa dell’alba
sull’azzurra/verde acqua
trillo di incanto
da falco animato.
Nel canto di Madre Natura
In medievale epoca,
nel canto di Madre Natura
nell’erba che sbiadisce
vispi rivoli scarlatti,
attuano scherzi
a “Monticelli” che rasenta
nei suoi lunghi malanni 19 .
In cornice scura
In cornice scura
tornano in alto
ad ardere le favole 20 ,
18 CARTESIO
19 EMILIO PRAGA
20 GIUSEPPE UNGARETTI
- 26 -Pasqualina Genovese D’Orazio
che la nonna
accanto al focolare
sussurra alla ninna
per farla addormentare.
Su “Pojere” supina
un frigno di luna
è spuntato
alla pioggia abbracciato,
in abbacinante fantasia,
celestiale allegria
Beat musica
Occultando frasi
musica beat
investe” Paglianello”
ed i figli dei fiori,
intrappolati nel
... caldo - freddo
sogno - d’Estramadura 21 .
Son veramente tanti e tanti i fazzoletti di terra piantati a nocciolo,
pezzuole produttrici, che hanno sostenuto interi nuclei patriarcali,
dove la voce del nonno dominava su tutti, grandi e fanciulli e, tutti
eseguivano con dovuto rispetto l’ordine pur se malvolentieri.
21 RAFAEL ALBERTI
- 27 -affreschi di memoria
Mondo in miniatura
Alla fine è semplice:
il bene, il male, la lotta di chi soffre 22 ...
Nell’ hinterland laziale
c’è un piccolo paese
innaffiato dal sole
dove nascono imprevedibili
sogni d’amore
Capranica il suo nome.
Terra promessa della avvenenza
avvolge in suo seno
manti di nocciole e
ogni pensiero che s’impenna
al calar della sera.
Capranica ha molto verde, alberi da frutto ed ornamentali, a quest’ul-
timo gruppo son legate storie paesane e non solo...
l’Albero della Libertà
Ricorreva il 1799
attesta il passato
quando
un albero fu piantato
in simbolo di libertà
ed amor per il prossimo.
Seppur dal tempo, sradicato
in ogni balsamo, appena generato
nel tramonto incorrotto
dentro al suo petto
22 BOB MARLEY
- 28 -Pasqualina Genovese D’Orazio
batte un orologio 23
eufoniche ore.
il pino di Giovanni XXIII
“quando dico... dico!”
proferì Don Luigi,
concludendo con
“in San Pietro, quell’albero andrà.”
Sovra gli umidi tetti si distende...
una marcia funebre 24 .
In gramaglia nel vento,
rimasero le sue parole,
come il pino alle sue radici.
Or che mi son riposata, affianco a quest’acqua benedetta, la cammi-
nata posso riprendere tra la spensieratezza. Prima di drizzarmi, adoc-
chio ancor per una volta, da questo punto Capranica e mi sembra di
vedere una Schiena d’asino.
Schiena d’asino
Schiena d’asino
va, al convegno
dei primordiali secoli
tra fronne al vento
su boccia brulla.
Stornellando, ad alta voce:
“Capranica
L’anni che ttiè sempre li canta 25
23 ATTILA JOZSEF
24 RAINER MARIA RILKE
25 GIOACCHINO BELLI
- 29 -affreschi di memoria
più n‘annisconne quarcheduno n’fojetta
inzinènta dentr’ a li pozzi, in zu la collina,
pe’ restà sempre raggazzina... 26 ”
Sotto a questa groppa, vi è piazzale del “frate”, che tramite una sca-
linata lastricata con selci ci reca nel Castrum Capralicae.
Castrovecchio
Lungo il muro di tufo,
cinta su vino e ciance,
alla brace dell’astrazioni.
Nei primi battiti di tordi
scricchiola atavico borgo,
cinto di luce celestiale 27 .
Rimbombano le selci,
tra il verde manto
tintinna il sorgivo canto.
Tenue è or il silenzio umano,
che accompagna per mano.
trapassato olezzo.
Qui troviamo due bellissime chiese: la più vecchia del IX sec., dedi-
cata a San Pietro, in stile romanico, conserva nell’interno un affresco
della Madonna assieme a San Pietro e San Paolo;
26 traduzione: CAPRANICA GLI ANNI CHE HA SEMPRE LI CANTA, PIU’ NE NASCONDE
QUALCUNO DENTRO UNA PICCOLA LACRIMA DI VINO, QUALCUN ALTRO DENTRO I
POZZI, SULLA COLLINA, E PIU’ IN TAL MANIERA SCROSTA LA SUA ETA’ , RESTANDO
SEMPRE RAGAZZINA.
27 WILLIAM WORDSWORTH
- 30 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Piazzale del Frate
- 31 -affreschi di memoria
San Pietro
...da nà nuvoletta,
esce San Pietro 28
Congiunto nella pena
ad altri confusi fratelli,
col cuore a brandelli...
...fu...
più forte la paura,
che vinse sull’amore
in quelle atroci ore.
Ma quando lo vide
su “Ligneo Crocifisso”
tra squarci e scrosci
pendente il Volto
l’animo gli si gelò.
Chiese perdono
per l’error commesso
e dall’Alto, gli fu concesso.
Or di Roma e
di tutto il mondo
Portiere è stato eletto .
l’altra consacrata a Santa Maria, rimaneggiata su quell’antica del XII
sec, dal famoso Virginio Vespignani nel XIX sec.
28 MARIO FILIPPI
- 32 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Chiesa di San Pietro
- 33 -affreschi di memoria
Chiesa di Santa Maria
- 34 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Regalami un sorriso
Era un ragazzo che andava...
...a cogliere i frutti coronati di spine 29 ...
Mille gocce bagnano
di Capranica
le turgide membra.
Tra fredde campane
intorno a “Santa Maria”
si stringono i rosari
nell’estremo saluto.
Di troppo dolore
si è vestita
l’anima mia
occhi tumefatti
di pianto
verso Te, dirigo
Dio, regalami un sorriso.
Nell’interno possiamo contemplare scene che ci rammentano
l’Ascensione della Vergine, il Salvator Benedicente su pala del XII
sec ed il Tabernacolo del 1493, che sembra sia stato realizzato da
Michelangelo.
Il tabernacolo
Mazzolini di
fiori in festa,
mi feriscono il cuore,
nel vento ostile
29 ELIO VITTORINI
- 35 -affreschi di memoria
profumo d’incenso.
Nei singhiozzi lunghi
della mia mente
il Verbo, in anamnesi,
imbibito d’era, d’ere,
Ed io piango,
innanzi a questo
Tabernacolo Santo
col cuore,con l’anima
sino a crear col mio pianto
canzone d’autunno 30 .
Appartengono a questa chiesa lavori firmati dal Pastura, come il Trit-
tico Santo con al centro San Terenziano ed ai lati San Rocco e San
Sebastiano e la Madonna del latte.
Trittico Santo
Il mio pensiero scorre
tra antiche sponde
seco portando
tra pizzi d’amore,
Trittico Santo.
Perle di cristallo
iraniano bianca Casa .
Striscia d’argento
su fiorita piazza,
allegra svolazza .
Trittico Santo
domani è festa,
nell’eco santo
delle Lor Parole
30 PAUL VERLAINE
- 36 -Pasqualina Genovese D’Orazio
avremmo preferito tacere
piuttosto che dire cose false 31
io Capranica piango,
stringendo al seno
ramoscello d’ulivo.
Un’altra goduria per il nostro sguardo è il busto in argento e bronzo
del Santo Patrono. Son molti i Miracoli attribuiti a San Terenziano ed
anche Capranica ne annovera più di uno, tra i quali quello del vecchio
sul tetto.
Il Vecchio sul tetto
Di questi tempi,
non senti più
l’allegro vociar di bimbo
persino i volateli
han perso la parola,
a sera più nessuno,
ha voglia, di giocar
a dispero e paro,
brutti tempi son questi!
Ieri, su tetto, di
“Sacra Casa di Maria”
son saliti,
con armi in pugno
due stranieri, che,
ciancicavano tedesco.
Un “Vecchio”,
con lunga, bianca barba,
su tegole seduto,
lì, han trovato,
che con voce greve
31 SULPICIO SEVERO
- 37 -affreschi di memoria
gli ha, senno dettato ...
la luce del crepuscolo si attenua 32 ...
nella fragilità del momento,
eco d’amore
per quell’Uomo lassù.
Scialacquando, occhi di madre
Anche nel dolore... v’è un certo decoro 33
1943
Il convoglio ansima, ansima
in pesante mattino
atroce missiva, distruttiva.
Là, al paese
tremano denti e finestre
scialacquando, occhi di madre.
Sul palcoscenico,
la vita capranichese.
Nervosismo al commando,
la colonna...non arriva...
Nel cielo danzatrici stelle,
cullano,evento soprannaturale .
Quanta angoscia, quanta sofferenza, quanta morte ha portato questa
bellicosità, ma la vera pace quando verrà?
La Pace
In nervosa sospensione,
Armonia ti cerco,
rovistando in ogni luogo,
32 DINO CAMPANA
33 SENECA
- 38 -Pasqualina Genovese D’Orazio
ma non ti trovo.
Errando nel ricordo...
...ecco dove sei...
lontan dagli occhi miei
or ti sfiorano le lacrime e gli affanni 34 ...
Se ne son combattute di guerre anche in questo grazioso puntino di
terra, ne ha di storia felice o non, da riportare se vuole Capranica, si
son connessi a lei grandi personaggi,in contesti tra loro assai diver-
si evoco tra i tanti, la concessione fatta dall’Imperatore Ottone III,
durante il X sec, di Capranica al Monastero sito sul colle Aventino a
ricordo dei Santi Bonifacio ed Alessio.
Sull’Aventino
Sull’Aventino ventoso
dal silenzio lambito
nella leggiadra penombra
in barocca fluttanza
la candida Capranica
prega in silenzio
Dio di pace... le folgori mi svelle 35 .
Un altro episodio che unisce Capranica alla pubblica storia e quello
che la vede durante l’età medievale possesso della Santa Sede, dopo
la caduta della storica famiglia “Anguillara”, contro i Vico. Dopo
l’avvenuto smembramento, di Capranica si occupa Pietro Barbo, da
tutti conosciuto col nome di Papa Paolo II.
34 EDMONDO DE AMICIS
35 VINCENZO MONTI
- 39 -affreschi di memoria
7 luglio 1465
Virtuoso cantore, narrami la storia
di un tal Paolo II
che orchestrò, oscuri presagi
per Nica, in sempiterno moto.
...or che 7 luglio 1465
mi hai narrato,
con voce di seta,
indicami la via di Nica,
che trasparente riposa
in verde posa
con lo sguardo curioso 36 .
In tempi più recenti, ma comunque sempre appartenenti all’Unita
d’Italia, mise piede in suolo capranichese un eroe illustre, Giuseppe
Mazzini, in viaggio verso Roma. Mi diverte vedere questo grande
uomo, nella mia fantasia, arrivare cavalcando un bucefalo bianco, col
cappello a larga falda, un desiderio silenzioso, di pace, lo abbraccia
nella luce del tramonto.
Animata da sentimenti patriottici e da un maggior impegno umano,
Capranica senza nessun dubbio, spera nei colori di un’unica bandie-
ra.
Al castello, l’attende un banchetto, l’agnello in suo onore è stato
sgozzato, il cerasolo stappato, il panpepato sfornato.
L’eroe elargisce sorrisi e strette di mano, nessun discorso di retorica,
ma, da grande prosatore, per la Patria manifesta intenso amore.
Ha la capacità di disegnare, con efficace realismo, la differenza tra la
miseria del popolo e l’acuirsi dei problemi sociali; a bocca aperta lo
stanno ad ascoltare, un applauso va a tutti coloro che con tenacia ed
animo aperto e schietto han combattuto nel simbolo dell’Unità.
36 ALEKSANDER PUSKIN
- 40 -Pasqualina Genovese D’Orazio
il silenzio investe
Si drizzano emozioni
nella mia memoria,
riflessa nel cuore del sole
che, il silenzio investe.
Nei ricordi parlano
voci, suoni, coperti da volti.
Ecco, lo scruto...
...è lui...Giuseppe Mazzini,
accanto a me...
come lui stesso asserisce
educato al culto della libertà 37 .
Io Capranica, son rintontita
ed a lui, che sua orma
in me gentilmente pone
a lui, tutti gli onori.
17 settembre 1870
Su ottomana vespera
due rosse lingue di fuoco... baciano 38
Capranica che riposa
mentre attende
verdetto della sera
su crine di Thana
“er core co’Roma”.
37 GIUSEPPE MAZZINI
38 GUSTAVO ADOLFO BÈQUER
- 41 -affreschi di memoria
Di Capranica questa zona, all’inizio del Borgo antico, mi è cara in
particolar modo ed oggi mi vengono dal passato in lucida trasparenza
le loro sembianze, con loro li amati ricordi.
Vicolo del Gallo
Prova a ricordare
“Vicolo del Gallo”
il passo di
una giovane signora
o il calcio allegro
ad un pallone
di un “Prencipe Galeotto 39 ”
e poi dimmi
se in cuor tuo
rimuginando
non dilaga, assurda,
fulminante nostalgia.
Quel che provi
non è rimpianto
ma solo amore
per un tempo andato
a viver altra stella.
Giocondo giocavi
Una spinta, una corsa, la bici, i pattini
giocondo giocavi
su “Piazza Padella”, sino a tarda sera.
Nella calda penombra
giocondo giocavi
ascoltando l’amico sognatore
39 GIOVANNI BOCCACCIO
- 42 -Pasqualina Genovese D’Orazio
dell’ultimo momento.
Con la densità, che ti viveva dentro
giocondo giocavi
sull’oscura Piazza, con l’ombre
aspirando i profumi, provenienti da tante
allegre, generose finestre.
Giocondo giocavi...
nei panni di incantevole mago 40
là, su Piazza Padella, nell’età più bella
La casaccia
La chiamavano la”casaccia”
eppur per loro
che c’andavano a giuocare
era assai bello quel reame.
Con il sol sulla schiena
i piccoli angeli, sul piazzale,
si ritrovavano in guerra piena.
Nella casaccia, tersa di sudore,
ricercavano la locanda di Pinocchio,
che profumava di sale e olio.
S’incamminarono pe’l mondo
ignari e franchi
co’ un boccon di pane
tra le minute mani
or tra prove tristi, quotidiane...
Il mal giocondo.
Quante volte ho salito quei consumati scalini, che dalla fonte recano
in borgo vecchio! Ogni volta la mia fantasia è riuscita a vestire il
“frate” del piazzale, in maniera diversa.
40 BERNHARD VON BULOV
- 43 -affreschi di memoria
Scalinata delle Selci
- 44 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Nell’ultima inventiva, ho immaginato quel fratello come giovane
gioviale, in pieno inverno, scalzo, infreddolito e con lo stomaco vuo-
to.
Un’anima coraggiosa che da solo fronteggiò un popolo venuto da
lontano per attaccare durante l’oscura notte il paese.
Tutti chiusi, serrati nei lor tuguri, solo lui, con in petto la potenza
dell’amore e nelle mani l’impotenza, scendeva verso loro.
Chiedeva solo il rispetto alla vita, donando per tutti loro la sua vita.
Tra antichi selci, un frate
Correndo, scendesti
le”selci”,
ti fermasti
su il “piazzale”,
l’aurora dopo,
nei panni di “frate”,
un sorriso fu trovato
e lì, sei rimasto
fratello, lì
nella costa del tempo
come un raro balocco
in campana di vetro 41 .
Ma se non siamo in grado di poter salire quella lunga scalinata, come
nel mio caso oggi, soprattutto perché a quest’ora già inizia il caldo,
può significare che pian piano ci stiamo avvicinando al 10 agosto, ci
stiamo avvicinando alle stelle dei desideri...
41 GUIDO GOZZANO
- 45 -affreschi di memoria
San Lorenzo
Arde e cade, perché sì gran pianto... sfavilla 42 .
Non ho tempo
in questa notte
di percorrer vita mia
appena nata
già vacillo
e cado.
Vita desideravo,
morte mi hai dato
in cuor di
“San Lorenzo”
Ed ora tu
piccolo uomo
mi guardi mentre
con tuoi amici
fai baccano ed io
io...stramazzo
nel mare blu
mentre...
un’altra sorella
scivola dalle braccia
di Padre Firmamento.
La vita, questa notte
è solo tormento.
allora possiamo percorrere, assieme al mio fedele Bud una strada al-
ternativa...
42 GIOVANNI PASCOLI
- 46 -Pasqualina Genovese D’Orazio
La via Romana
Nel cuor della notte
che raccoglie passi
veglie stellate, avvolte
da somma silenziosità.
Nei pensieri sottili
addii miagolati.
Nel giorno nascente
buongiorno di galli...
come i Saggi dicono nel sole 43 ...
passo felpato in eterno giuramento.
ed entrare nel borgo mediante l’accesso dal ponte con l’antico orolo-
gio, che scocca ogni quarto d’ora.
Porta del Ponte
Non ho paura... dei malvaggi, ma
del silenzio degli onesti 44
Demarcando case,
stanche e silenziose,
attenta sta,
“Porta del Ponte”.
Nella fosca notte,
facce spiritate,
giocano a scacchi.
In memoria fuligginosa,
in far seriosa, espello
di angosciosi pensieri.
43 THOMAS STEARNS ELIOT
44 MARTIN LUTHER KING
- 47 -affreschi di memoria
In frettoloso ciaccolio
Affidata ad un gabbiano
in frettoloso ciaccolio
la barca dei ricordi
organizza banchetto memoriale.
“L’orologio del Castello”,
batte la sesta ora,
al pranzo regale
sono stati invitati
“Leone XII, Everso II, Ottone III”
e tanti capi incoronati.
Anche i “Colli Sabatini”
intorno al capo
hanno messo oro e argento
e con bocca sorridente
si son seduti nell’ Universo
aizzando un vento delicato.
Tra gli ospiti
ci son coloro che ...tradito hanno 45 .
Tal porta fa parte del Castello degli Anguillara, dove fu ospitato l’are-
tino Francesco.
45 R. F. KENNEDY
- 48 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Il Ponte dell’Orologio - entrata del Castello degli Anguillara
- 49 -affreschi di memoria
dal sole evacuata
L’aria, e l’acqua... è d’amor piena...
codesta piacente nobildonna
che lega nel cuore
etrusche mura.
... mi appari in veste desolata
su torrida conocchia
dal sole evacuata
tra nugolo di sbarazzine nuvole.
Scivolar in me avverto
languore di emozione
per tal campo arroventato
da euritmica indipendenza.
In compagnia di capre
Orso, figlio della famosa Orsini
respira virtuose ore.
Per te, gentil creatura
canterò, ovunque andrò
la sobrietà della tua altura
“e’l bel paese e’l loco ov’io fui giunto 46 ”
in questo giorno di gennaio 1337
In nitido realismo, ideo questo incontro, il Poeta stanco ed assonnato,
Capranica in violacea veste, il castello in sfarzosa uniforme, lui Orso
con un vestito di velluto rosso, seduto su un trono ligneo ed oro, in
fondo ad un salone, lucidato per ore.
Con far faceto, i due ridono con gusto, sul tavolo impera un coniglio
viterbese.
Dov’ è Laura ora?
Gli occhi di Francesco, sorridono annebbiati dal vino ad una giovane
46 FRANCESCO PETRARCA
- 50 -Pasqualina Genovese D’Orazio
donzella capranichese.
Dov’ è Laura ora?
Sempre restando su corso Francesco Petrarca, possiamo accedere
nella sfavillante e pregevole chiesa dedicata ora a San Francesco,
prima ancora a San Lorenzo ed edificata in stile romanico.
San Francesco
In un saio scalzo
estrema felicità
perdura nell’umiltà.
Nel lieto petto
Santità di mente
diverte la vita
che al Regno ascende.
La felicità è vivere nell’onestà 47 .
Più volte ristrutturata, degna di nota la restaurazione avvenuta nel
1927 a cura di Antonio Munoz.
Il suo aspetto architettonico è di estremo interesse, per entrarvi è
obbligatorio salire pochi scalini di una gradinata ad arco, che in sé
raccoglie un tempietto,realizzati sia la scalinata che il tempietto su
progetto del succitato architetto.
La gradinata
Sotto un tetto
d’oro scintillante
piccolo tempietto
birichino vento,
stringi in seno
mentre
47 DEMOSTENE
- 51 -affreschi di memoria
migrar d’uccelli
vibra il sereno.
nel tempo la cosa più misteriosa
da stringere nel cuore? l’amore 48
Nell’interno della chiesa di San Francesco rilevante è il sepolcro in
marmo, con tendine laterali tenute aperte dalle mani di due angioletti
dove riposano i fratelli Nicola e Francesco Anguillara.
Smemorata carezza
Sepolcrali lacrime
dondolano nel
vespro ammantato
fiabeschi sogni immortali.
Ad ignaro orecchio
sfuggono silenti
antichi richiami
di smemorata carezza.
Nessun ritorno
in occhio di luna.
E loro dormono
nel sonno epocale
come aridi steli.
Nessun ritorno
in occhio di luna.
Il bambino che non gioca non è un bambino, ma una statua 49
Collocata su questo sarcofago vi è la statua della Madonna col Bam-
bino affiancata dalle sculture dei Conti. Il sepolcro fu eseguito nel
1400 da Paolo Da Gualdo.
48 TEOFRASTO
49 PABLO NERUDA
- 52 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Visibili e pregiati sono sia l’affresco con Sant’Antonio da Padova,
assieme a San Rocco e San Sebastiano, sia le statue marmoree di San
Francesco che tiene in mano il Libro della Regola e quella di San
Lorenzo che regge la griglia.
San Francesco
Agli albori della Santa Casa, si usava edificare le Chiese su alture
di terra; il paese presenta varie rialzi morfologici, testimonianze di
eruzioni vulcaniche, movimenti tettonici e innalzamento dei fondali
marini.
- 53 -affreschi di memoria
Monte Emme
Nel sole l’oblio dell’anima 50
Nella professante
stagione calda
Ra invade
giulivi sospiri
di pennuta infanzia
d’improvviso
infranto d’acqua
veste Monte Emme.
Dio esiste
Dio esiste,
nell’ Omnipresenza.
Splendida certezza
rifulge nelle mie ossa
dall’età arcaizzante,
un Monte a noi ”Donato”
dal Signore del Creato.
Dio esiste, ma non ha
nessuna fretta di farlo sapere 51
Monte Sant’Elia
In zufolante canto volatile
transito arcadico di bianca raggiera
tra verdi inebriate foglie
spifferanti visioni oniriche.
In uno spigolo un angelo
50 FRANCESCO DE SANCTIS
51 LEONE TOLSTOJ
- 54 -Pasqualina Genovese D’Orazio
sta pregando, il Gloria
d’improvviso inciampo,
poi la sua voce sommessa
QUO VADIS 52 ?
insieme preghiamo
dalla finestra del mondo.
Tornati in strada, or tramite corso degli Anguillara, entriamo nella
parte centrale del borgo, dove troviamo quello che in epoca medie-
vale fu il feudo.
La santità della vita
Gli uomini sono come il vino 53 ...
Venerabile è “Piazza Croci”
che giace al fianco della Chiesa
che narra la santità della vita
di Giovanni, il Battezzatore.
In sere chiare, la voce del mare
amico, da qui, potrai ascoltare
e tra ciuffi d’erba, le lumache gustare.
Tra un bicchier di vino e l’altro,
prodezze eroiche, al forestiero
tu capranichese, potrai svelare
ma, ricordati di non rivelare
ad anima viva, il volto della vita
che in ogni attimo in lei
assieme noi viviamo.
52 SAN PIETRO
53 PAPA GIOVANNI XXIII
- 55 -affreschi di memoria
Il Duomo di San Giovanni, risale al 1500, ha il suo campanile di stile
romanico. La cattedrale è stata rielaborata più volte, nei successivi
secoli. Entrando i nostri occhi evidenzieranno un tabernacolo rina-
scimentale, un ligneo crocifisso, opera realizzata dal Del Duca, e un
preziosissimo organo, capolavoro costruito dal famoso organaro pe-
rugino Angelo Morettini.
La via “Viccinella” parallela al corso degli Anguillara, è a parer mio
la via più bella in assoluto di tutta Capranica, esposta al sole è un vero
gioiello anche grazie a chi vi abita, che cura molto quella via’addob-
bandola con piante e fiori e fiori dai mille colori.
rammendatrici di trame
Mille cose avanzano,
novecentonovantanove regrediscono:
questo è il progresso 54 .
Sedute nel tempo
in via “Viccinella”
diverse di pensiero
hanno le mani di aglio e progresso
hanno il volto rigato
da campagnolo sorriso
hanno la bocca pronta...
a tramare,son loro...
...le fate, dai bei capelli d’oro.
La rosa
A questo mondo niente rimane uguale 55
Nel ricordo mi rimane
carrozzella di dolore
54 HENRI FRÉDÉRIC AMIEL
55 BERTOLT BRECHET
- 56 -Pasqualina Genovese D’Orazio
e questa rosa
in fondo al cuore
che un lontano giorno
regalasti tu a me.
La sto stringendo con amore
mentre accarezzo il tuo volto,
il tuo volto, nel vento.
Dopo pochi passi da piazza “Croci”, all’inizio della via “Viccinella”,
vi è un vicolo che di tutti i marmocchi capranichesi ha raccolto le
risate ed i piagnistei
la Rosarella
In questo giorno
sotto questa tersa solarità
da te ritorno.
Mi è di gioia rivederti
e non ti nascondo
che nelle memorie
bruscamente sto inciampando.
Con nel cuor la nostalgia
son partito da casa mia
era assai vuota la bisaccia
e mi mancava pure l’allegria.
Or che vecchio son tornato
desiderio ho tanto
di riveder gli amici cari
ma...
...anche al camposanto
ieri son tornato
e sai lì chi ho trovato?
Gli amici che
... le vele...hanno alzato 56 ...
56 EDGAR LEE MASTER
- 57 -affreschi di memoria
veduta del paese dalla via Cassia
- 58 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Attraversato il suddetto vicolo, mi ritrovo a metà strada romana, dove
fino a poco tempo fa vi erano i pollai, era veramente gradevole osser-
vare ed ascoltare quei”coccocode...”
Velato tramonto
Ho cantato tre volte
tre volte ho cantato
spaccando il Creato.
Prigioniero senza reato
solo l’han lasciato
ed io
ho cantato tre volte
tre volte ho cantato.
Isolato, coartato
tra patimenti e nubifragio
ed io,
mi son rintanato
col cuore angustiato,
per aver
tre volte cantato
e da allora mi dibatto
in questo mio canto.
Ho cantato tre volte
tre volte ho cantato
e Lui mi ha perdonato.
Vola nella gioia del tuo canto 57
Percorrendo un nuovo viottolo stradale ed osservando la macchia
di”Marcò”
57 ITALO BALBO
- 59 -affreschi di memoria
In quadro notturno
Sarò il tuo sogno, il tuo desiderio, la tua fantasia 58 .
Gnomi, folletti e fate
nella notte avanzate
che “Marcò” v’aspetta.
Spiriti erranti, entrate
nel regno trasudante
incanto, la zavorra posate
ai piedi, del tempo rintronante
acuito pigolante.
Nella fiaba infinita, bighellonate
occultandovi in ciondolante
lunazione crescente,
che vagabonda e sorridente
va per “Vallesanti” ,cangiante
che d’arse spoglie è derivante.
Il ceduo di castagno, si innalza fiero, dinanzi la strada dov’era-
no i “gallinari”, dopo un tratto mi ritrovo innanzi ad un’altra fon-
te anch’essa coperta da un’età atavica, ha proprietà terapeutiche da
sempre conosciute, basti pensare che con la cosidetta”Forte” perché
ricca di ferro si sia curato alcuni problemi interni il noto Cardina-
le Ranuccio Farnese, Governatore della Santa Sede in Capranica, a
metà secolo XVI.
L’astuta volpe di Itaca
In nova fert animus mutatas dicere formas
corpora 59 ...
58 SAVAGE GARDEN
59 PUBLIO OVIDIO NASONE - traduzione: “A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
mi spinge l’estro.”
- 60 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Con la tristezza nel cuore
ti penso Capranica “fiarella”.
Strane sensazioni si perdono
nelle note disperse di
un’ingravidata nostalgia
di un‘alba senza sole
un’alba che nel tempo
si è fasciata
d’arcano mistero
inumidito da magica
possente “Acqua Forte”.
Nel rumore violento
di una vita vissuta
su arida terra
dove antichi arbusti
hanno trovato dimora
l’astuta volpe di Itaca
ha intaccato quel sorso
di epocale era.
Il Governatorato
Che terribile bellezza! 60
Questa residenza signorile
del Governatorato, ove
su un tavolo, una penna scribacchia
paesana storia, da recar a Roma.
Esili varchi di chiarore lunare,
si appoggiano sul delicato volto,
60 PUBLIO TERENZIO AFRO
- 61 -affreschi di memoria
da riccioli biondi incorniciato .
Si disloca svelta, la piccola mano,
del giovane scriba
mentre,registra sul foglio
un sol appellativo: “Capranica”.
Nel silenzio notturno
il ronfo cardinalizio
fa tremar le foglie
e l’alitar del vento.
Ranuccio il Supremo
La nebbia che respiro ormai 61 ...
Tra luci ombrose,
in una cesta spinosa,
avvolto da viole e rose,
Ranuccio il Supremo,
in scintillante attesa,
di un angelo in carrozza,
destinazione: Corridoio magico.
Avanzando nel giorno sempre più caldo, do un’ occhiata ad una pic-
cola chiesetta, edificata nel XVIII sec. ormai in disuso, è la Madonna
del Cerreto.
61 DAVID GILMOUR, testo tradotto in Italia da LUCIO BATTISTI
- 62 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Madonna del Cerreto
- 63 -affreschi di memoria
Madonna del Cerreto
Ave, rosa del giardino
più preziosa d’oro fino 62 !
In ferma Verità
per un Figlio
lacrime di dolore
scombussolano
petto di Madre,
sopravvissuta
a fuoco che brucia
nella gravità
di Accettazione.
Passo dopo passo, osservo con benevolo occhio gli alloggi, sotto l’ar-
cata principale del paese, la prima Porta d’accesso; sono abitazioni
in cui dimoravano gentili signore, che sempre avevano mille compli-
menti e parole affettuose per il mio piccino.
Com’erano caldi i loro sorrisi e preziosi i loro consigli, erano quelle
le donne che avevano conosciuto la guerra e tutto quello ad essa lega-
to, ora molte di quelle case son vuote, qualcuna non c’è più.
62 ANONIMO del 1200
- 64 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Fonte dell’Acqua Forte
- 65 -affreschi di memoria
La Mattonara
Ogni cosa in natura parla 63
Cocci e mattoni
in danza di sogni.
Va il muratore
a gettar pezzi
di logora casa
in aperta aria,
ma, non sente
pianto di donna.
Nello sbalzo della cazzuola,
danza di chiodi
ferisce
memoria di nonna.
In via della Mattonara si trova l’edificio adibito ad asilo materno,
con le grida divertenti e i ricordi toccanti. Ormai sono giunta su via
Alcide De Gasperi e data l’ora ho tempo per svolgere in fretta alcune
incombenze familiari, arrivo innanzi al Parco pubblico “Nicolini” e
quant’è cambiato!
Ricordo che quando qui portavo a giuocare il mio bimbo, sembra
oggi, ma è ieri, qui troneggiava una quercia secolare, dove ogni bim-
bo attorno a lei si è baloccato, credo avesse oltre duecento anni.
L’antica grande quercia
L’amicizia, percorre danzando la terra 64
Bimbo allegro mi rivedo...
tra vecchi canuti
63 KHALIL GIBRAN
64 EPICURO
- 66 -Pasqualina Genovese D’Orazio
sporchi di polvere
dopo il benedetto raccolto
di “gentili”, che all’ombra
dell’antica grande quercia
cercano ristoro.
Bimbo allegro mi rivedo...
sotto frusciar di rondini
in dolce assorta giornata
che dietro te
antica grande quercia
per gioco mi nascondo.
Bimbo allegro mi rivedo ...
Or quel bimbo non c’è più
sono solo un uomo
in cerca di ricordi ...
...che sibilanti risplendono
in frammenti di andata gioventù.
In un solo grande abbraccio
in sfavillanti menzioni
ci son io... ci sei tu.
Innanzi al parco attraverso la via Cassia, passando innanzi alla mera-
vigliosa Casa del Signore, datata XIV sec, affianco all’entrata princi-
pale della cosiddetta “Villa Paola”ora succursale dell’Istituto derma-
tologico italiano “IDI”.
Nei miei primi anni di domiciliazione capranichese, venivo spesso
a passeggiare qui col mio bimbo, in nostra compagnia oltre dei bei
cigni tuttora qui visibili, c’erano un seducente cagnone e un attraente
pavone.
- 67 -affreschi di memoria
Pennacchi d’arcobaleno
Mesciati a bianco cangiante
pennacchi d’arcobaleno
in Infinita espansione
con leggiadra carezza
Madonna del Piano
saluta un pavone
Nel giorno lucente
lacrime e condoglianze
sull’asfaltato stradone.
In raccolta marcia
la Preghiera della sera 65
unisce tanti pellegrini.
65 RICHARD WAGNER
- 68 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Tra gli ospiti famosi questa di questa villa si citano il famoso Gover-
natore Ranuccio e sua madre donna Gerolama Farnese, XVI sec.; a
ragion della visita, viene giustificata la realizzazione della famosa
edicola della Mamma di Gesù, alla quale sono stati fin da allora attri-
buiti moltissimi miracoli.
Dopo la visita del Governatore, la proprietà fu tenuta dagli Eremitani
agostiniani, i quali fecero ampliare la Chiesa dal famoso manierista
ed aderente dell’Accademia della Virtù, Giacomo Barozzi detto il
Vignola.
A causa di un crollo del tetto, avvenuto nel 1631/32, la mano stilistiva
del Vignola, peccato, venne nella ricostruzione inquinata.
Fuori, stanco trovo Bud ad aspettarmi, prima di dirigermi verso il
quartiere intitolato Sacro Cuore.
Sacro Cuore
Attaccato alla parete
di una casa di paese
in “Sacro Cuore”
denso, rosso amore.
Un’aria mistica
avvolge l’alloggio
una voce si diffonde
nel violaceo sommesso
Ama ragazza... ama perdutamente 66 ...
qualcuno ha suonato alla porta
è l’Amore in tenuta di giullare.
Il mio amico prende ad abbaiare, ha riconosciuto la macchina di mio
marito sul lato opposto della statale. Raggiuntolo, scodinzola alle-
gramente e si accomoda nel vano posteriore della vettura, sicuro di
tornare a casa.
66 WILLIAM SHAKESPEARE
- 69 -affreschi di memoria
Il suo desiderio è esaudito, per giungere alla nostra abitazione sfilia-
mo innanzi ai nuovi centri abitati, sviluppo della storia nostra.
Colle del Petrarca
L’irascibile Zefiro
s’è chetato
e nel bel tempo
la mente rimena
il di lei bel volto
incastonato nell’aureola
del gelido giorno.
Ti ho chiamata
mia amata
nel breve sogno
che tanto piace
al mondo 67 .
Ti ho chiamata
mia amata
nel vento di questo colle
che ogni mio
minimo pensiero
trascina sul sentiero
della commozione.
Ti ho chiamata
mia amata
nei lunghi meriggi
nei roghi dei vinchi.
Ti ho chiamata
mia amata
ed ora su
questo colle
67 FRANCESCO PETRARCA
- 70 -Pasqualina Genovese D’Orazio
io resterò di te
in lunga attesa
sino a quando
la sera s’annera
e in un riccio
di gelo, il tuo nome
per sempre resterà.
Viale Laura
In passafini bianchi/azzurri
Laura cerca il volto
del Poeta.
Nell’avvampo della carne
le gote si
son fatte rosse,
scroscianti tuonano
nella delicata mente,
il di lui versi
intessuti di
dolce tormento
per il cuore
di una donna
d’altro tempo.
In crisi interiore
umiltà e pentimento
tra frammenti
di cose volgari 68 .
Questa sua passione
nata nel giorno
di Passione
68 FRANCESCO PETRARCA
- 71 -affreschi di memoria
m’aggredisce il cuor
e le belle membra.
Di sol sua poesia
da oggi vivrò
e l’anima mia ingozzerò
con rime sparse 69 .
Le fonti narrano che Capranica fu fondata in VIII secolo, precisamen-
te il 7 LUGLIO 772, su un’altura di circa 400 metri s.l.m, da caprai,
fuggiti dall’insediamento di Vico Matrino, a seguito dello sterminio
firmato da Re Desiderio. La leggenda, poi, arricchisce la cronaca
introducendo alla guida del gruppo Nica, un giovane astuto capraio,
che si rese subito conto d’aver trovato un vero luogo di delizia, sol-
cato da profondi e protettivi valloni.
Desiderio
In un tiretto ho riposto un desiderio,
al domani.....domani....la mia vita 70 .
Nel tramonto che s’agita
rossi lembi bruciati
di incolpevoli desideri
avvoltolano maestoso lapidario .
Intrisa è l’aria
che trastulla leggera
il cocente desiderio
d’un pazzo Desiderio.
69 FRANCESCO PETRARCA
70 MARCO TULLIO CICERONE
- 72 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Nica
Nel campo di coloro che cercano la verità 71
Nica di sole vestito
calzari non hai
cammini in assolati giardini
dal vento abitati
in compagnia delle capre,
su tufacea sporgenza
inumidita da sacrato ardore.
Tra ombre di quiete
impronta dei tuoi piedi
fragile incespica
tra il pianto innocente
Dobbiamo forse, quindi, a Nica l’attuale nome, che in passato veniva
associato a quello di Sutri ed ancora qualcuno la chiama ”Capranica
di Sutri”. In origine la denominazione era Capralica e prima ancora
Caprae ilex , ovvero Monte delle capre.
Elce delle capre
Di lode in lode
nel levigato divagare
del tratteggiato vivere,
indelebile impronta, di
Elce delle capre
nel tempo, che muta.
In te si vive
una vaga percezione
...ove l’anima si perde 72 .
71 ALBERT EINSTEIN
72 JOHANN C.F.von SCHILLER
- 73 -affreschi di memoria
I frammenti della storica fondazione sono presenti sullo stemma
dello scudo araldico: i patriarcali colori di Capranica sono dunque
il bianco, caratteristico del manto della capra, ed il rosso, che fa da
sfondo alle chiavi della città ed a un intreccio di rami di quercia (l’el-
ce è una quercia, più spesso denominata leccio) e d’alloro.
Il bianco, mi vien da pensare, è anche il colore delle nevicate che più
volte hanno ammantato il paese, d’eccezional cito la nevicata del’56
che, a detta di popolo, bloccò per un bel periodo Capranica.
Cangiante ti rivedo
Che il bello e l’incantevole
siano solo un soffio e un brivido 73
Triste visione
il marmoreo cielo
ha lacrimato, bianco.
Dardeggiante atmosfera
lattea è
anche la sera.
In gelido pensare
squittisco rurale.
Su impensierite preghiere
cresce primavera.
Nella danzante pioggia
sole mutilato
in ricordo incoronato
del lontano ’56.
La Festa di San Terenziano, ogni prima domenica di settembre vede
tutta la popolazione in Processione, salire verso l’omonimo Monte.
Tra gorgheggi credenti i fautori della Confraternita del Santo, vesto-
no abiti color verde e mantellina color rosso e trasportano la mole
73 HERMANN HESSE
- 74 -Pasqualina Genovese D’Orazio
della statua del Santo.
Io Capranica canto la vita
Canto da incontrollato tempo
l’amore e la libertà
per ogni essere vivente.
Canto da incontrollato tempo
la passione e la disperazione,
per ogni essere vivente
Canto da incontrollato tempo
nello spazio senza confini
zavorrati intensi versi
per ogni essere vivente.
Canto da incontrollato tempo
brillanti, appassionate fantasie
in spasimo di follie
per ogni essere vivente.
Canto da incontrollato tempo
le pagine ingiallite
corrose dal tempo
per ogni essere vivente
Io Capranica
canto da incontrollato tempo
per ogni essere vivente
in candida veste...
... la vita.
apud Dominum misericordia 74
74 GIOVANNI PAOLO II
- 75 -affreschi di memoria
La scatola cranica del Patrono è conservata a Capranica, precisamen-
te si trova nel busto della statua collocata nel Duomo di San Gio-
vanni. Fu Pandolfo II degli Anguillara, nel 1260 circa, a portare la
reliquia a Capranica, come bottino di guerra della conquista di Todi
Santo Cranio
Il Cranio Tuo
ci è caro perché amore sopravvive 75 .
Tra i chiaroscuri
dell’esistere
il tempo non lascia traccia.
Innanzi Teschio
Tuo, San Terenziano
un dolce tremito
sulla mia fronte,
in sguardo mio
due tizzi accesi brillano,
tra arse fiamme
un tenero fremito
e due mani di donna
Lorenza il suo nome
Tuo il suo cuore.
Volgo lo sguardo
...io non ho parlato loro di te
ma essi ti hanno letto
nel mio inchiostro e nei miei fogli 76 ...
Volgo lo sguardo
e prego il Santo Protettore
75 LORD BYRON
76 NIZZAR QUABBANI
- 76 -Pasqualina Genovese D’Orazio
che Pandolfo II degli Anguillara
in un lontano giorno
pose ai piedi
di me, bucolico essere.
Volgo lo sguardo
su Leonzio che fine diede
su barbaro pensiero
di Leciano il guerriero.
Volgo lo sguardo
su Flacco
mentre di Luce mi irradio.
In un granaio di emozioni
Brividi di menzioni fuggono
in cerca di rifugio
sul “Monte San Terenziano”.
Altissimu... tue so’ le laudi... benedictione 77
Il cuore affamato
cerca ricordi assolati
a cui aggrapparsi
in un granaio di emozioni
Getsemani in Gloria.
Egemonia
Lancia il tuo cuore e corri a raggiungerlo 78 .
Nella solarità, esaltata,
1° settembre.
Variopinti fiori, rimembrano
insonni ore
77 SAN FRANCESCO
78 ANONIMO ARABO
- 77 -affreschi di memoria
e finezza di cuore.
Ad ogni balcone
ad ogni via
su ogni piazzale
petali cromati
nati da tremule mani.
In ogni uomo
in ogni donna
fervida pietà
per quell’Uomo
martirizzato da Adriano.
Son tante le ore
passate a lavorare
con un bacio
la notte ringrazia
e se ne va
su corpi stanchi
nettare di felicità.
La tradizione vuole che la Festa Patronale abbia inizio colla ricorren-
za dedicata al Santo e si concluda con la Festa dedicata alla Madonna
detta delle “Cocciarelle” in 8 settembre.
Ciò, che non avevi visto mai
Luna, che fai
su terra, questa sera?
con argentea tua luce
arroventi il bel paese,
spargendo stai,
salate tue lacrime
su amata festa delle
“cocciarelle”.
- 78 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Vergine santa, cammini 79 ...
nel tempo moderno
tra le cocciarelle,
e il mondo,
che cade in piedi,
tra irti colli scoscesi e
barlumi di luci accese.
Il Monte di San Terenziano si innalza sulla via Cassia, di fronte al
vetusto caseggiato, sopra al cimitero e alla la Chiesa dedicata alla
Madonna delle Grazie.
Questa Chiesa realizzata sul finire del XIVsec. è quella a me più cara,
per l’aspetto semplice ed autentico, mi sembra che emani dolcezza
e che abbracci ogni singolo, proteggendolo dall’insidie dell’umano
vivere.
Possiamo ammirare nell’interno una splendida edicola della Vergine
col Bambino, affreschi dedicati a Sant’Antonio Abate, San Giuliano,
l’Ultima Cena. Di più recente fattura l’Altare, in stile barocco, nei
pressi la Cappella Votiva e l’ Arco gotico.
La seconda domenica di Maggio di ogni anno ricorre la Festa della
Madonna delle Grazie, una ricorrenza che richiama a sé capranichesi
sparsi nel mondo e visitatori giunti per onorare la Vergine, portata in
Processione con viva Fede pure dai più agnostici.
I sostenitori della Confraternita della Madonna delle Grazie, indossa-
no abito bianco con mantellina celeste.
Un cancello sulla Cassia
Si incontrano corone
e immagini del passato
79 LUCIAN BLAGA
- 79 -affreschi di memoria
un sospiro nasce nel petto,
singhiozza il cuore in tempesta,
malinconiche lacrime sul volto,
davanti a sanguinoso rettangolo
uno alla volta tutti noi
che qui, un dì giocammo
giorno dopo giorno
poiché la terra mi soffocherà,
vi scongiuro di aprire il mio corpo,
perché non sia sepolto vivo 80 .
Là, dove siamo tutti uguali
Là, dove per tutti c’è certezza
finalmente tutti uguali.
Cerco di strappare
dalla mia mente
multiformi angusti,
frutto di mal pensieri.
In cielo, s’agita tranquilla,
tra le pieghe del tramonto,
tragica storia di guerra.
Su inammissibile giorno,
...la luna risplende 81 .
80 FREDERIC CHOPIN
81 ALDO PALAZZESCHI
- 80 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Madonna delle Grazie
- 81 -affreschi di memoria
falda lunare
È quasi impossibile andare a Gesù
se non ci si va per mezzo di Maria 82 .
In fredda cristallina falda lunare
sospese e soffuse luci,
sovrastano la silenziosa
“Madonna delle Grazie”.
In rugginosa coltre,
Madonna del Parto.
In un tempo esecrato,
doglie traboccanti di morte.
Assoggettato a raggio vitale
funesto raggio mortale.
Nell’ora ingiallita,
fortificato grido
di Madre e Figlio,
si veste di rosa.
Il mese mariano raccoglie nella sua prima domenica la Festa dedicata
al Santo Crocifisso.
Una ferita nella storia
Doglie di pellegrino piacere
in questo primaverile mattino
in simbiosi con lacrime di sudore
in penombra trasfigurate ore
parlano gergo di dolore.
Su armoniosa zolla calpestio umano,
bagnata di storia rimembrante Amore
febbricitante” prima domenica di maggio”
82 GIOVANNI BOSCO
- 82 -Pasqualina Genovese D’Orazio
su devote spalle, i Suoi occhi.
Il Suo sguardo
mi ha trapassato il cuore 83 .
In Capranica, presso il Duomo di San Giovanni, si può ammirare il
Ligneo Crocifisso, che assieme al marmoreo Tabernacolo, rimembra
il dono di in famoso cardinale, alla popolazione.
il grande Altemps
Vagando per la bella campagna capranichese
l’idea al Cardinal Altemps, si accese
il progetto si coprì subitamente
di bellezza sublime e commovente.
Qui tra la gente che viene e che va...
io ritrovo, passando,
l’infinito nell’umiltà
ed è per questo che l’architetto
a sue spese mandò a chiamare
e Tabernacolo e Ligno Crocifisso
in XVI sec fece realizzare.
(UMBERTO SABA)
La corpulenta Capranica, più volte, ha ospitato nei vari secoli presuli
importanti, essendo Governatorato fino al 1676, con Ranuccio Far-
nese.
in scala di memoria
Al Cardinale Alderano Cybo
cara, assai stava
la verde Capranica.
Gli piaceva passeggiare
83 JOHANN W. GOETHE
- 83 -affreschi di memoria
con particolar piacere
tra ... i bei vermigli fior 84 .
nel crepuscolo violaceo,
seguendo il volo stanco
degli aironi .
Quando,
venne l’ora di lasciare,
il verdeggiante sperone,
un suo amico pittore,
mandò a chiamare
e, il bel paese,
su grezza tela,
che tanto l’aveva
ristorato di luce e di calor...
si portò via.
Affianco alla chiesa delle Grazie, staccandoci dalla strada Cassia,
trafficata di giorno e di notte, vi è sul lato nord-est di Capranica, un
percorso rurale che ci conduce attraverso le zone Rielli e Regagni a
Ronciglione, paese del lago di Vico, di riflesso ai Monti Cimini, che
con i Sabatini, abbracciano Capranica.
Estri pindarici
Tu conosci l’eccessiva veemenza 85 ...
I miei estri pindarici
danzano nell’aria,
in brigata con Chimaira,
sorvolando
“Rielli e Recagni”.
Sorridente è Pegaso,
84 GIOSUÈ CARDUCCI
85 OMERO
- 84 -Pasqualina Genovese D’Orazio
che lieve inquietudine
nel giorno insidia
a Moros, che cavalcando va
con Philotes, innamorato
non più di Lyssa
ma di Capranica
nel calar della sera
in raccolta atmosfera.
Il lago di Vico
Amo la maestà delle sofferenze umane 86
Acqua quiescente,
che sorgi dal profondo,
iridescenti corolle
all’estate, vai razziando.
Di lingua attiva, su/tra
sabbia minuta, vai mormorando
con grande abilità,
attirando a te, gente di ogni età.
Nel luccichio serale,dotta
è la tua bocca,
che troppe volte... gusta.
Vane son le lacrime,
vane son le locuzioni,
racchiuse in palla solare.
Lo spettro delle fanciulle
La Luna nuova è la dea bianca della nascita e della crescita;
la Luna piena, la dea rossa dell’amore e della battaglia;
86 ALFRED DE VIGNY
- 85 -affreschi di memoria
la Luna calante, la dea nera della morte 87 .
La Dea della luna,
gemella di Apollo,
di Zeus figlia,
in scorribanda notturna,
sul cardine “Cimino”.
Sotto annodati, capelli corvini,
ha su una spalla,
l’arco fatale.
Assomiglia
alla mamma Latona,
dei terrieri e
dei Romani padrona.
Ringhio furioso, cozza
appartata gora luccicante,
tra cane e cervo,
oramai è lotta,
tra faggi secolari,
sapore di Delo.
Attente fanciulle,
l’orso è già morto,
attente fanciulle...
D’un tratto mio marito alla guida della sua vettura frena, lo guardo
e scuotendo la testa mi dice che dobbiamo tornare indietro, si era
dimenticato di avere un appuntamento con un amico.
87 ROBERT GRAVES
- 86 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Tinozzà
Mariolina avea otto anni quella mattina,
strette le spalle, sul capo,
la tinozza.
Mariolina avea otto anni quella mattina,
quando scese a
“Tinozzà”.
Mariolina avea otto anni quella mattina ,
quando nel respiro dell’acqua
si addormentò.
Su di te, vergine adolescente 88 ...
un rispettoso raggio di sole
Bud abbaia, vuole andare a casa, là sui monti
e... venne la sera
e... venne la sera
là, sui monti
in maltrattante malinconia
maledettamente soffrivo, soffrivo
mamma, aveo perduto
... nell’aria bruna
s’udian quasi dolendo
segni della tua partita 89 ...
88 VINCENZO CARDARELLI
89 TORQUATO TASSO
- 87 -affreschi di memoria
e... venne la sera
là, sui monti
nell’ estasi lunare
mi vennero incontro
giulivi miagolii,abbai
dono del cielo
e... venne la sera
là, sui monti
dolce suon di campana
raggiungeva mie orecchie
sballottandomi la mente
e... venne la sera
là, sui monti
che mi trovò
al cane, abbracciata
non più asceta
di tal sofferenza.
Troviamo l’amico, ad aspettarci e senza scendere ci dice di seguirlo.
Santa Barbara
In quel mattino,
dicembrino
tra infarinatura
di turco potere,
cercano rifugio,
parole di miele.
Lunghe trecce bionde
nella follia paterna.
- 88 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Nel terrore...
...sacro volo di
piume di pavone,
ammantano
tetto spiovente,qui
a “Santa Barbara”.
È il ritorno dalla morte 90 ...
Mentre espletano nozioni a me totalmente oscure, il mio estroso ca-
rattere prende a galoppare e nella mente vedo in Santa Barbara, una
quindicenne di bassa condizione, con il carico della famiglia sulle sue
fragili spalle e lei che deve far da mamma ad altri dodici fratelli, tra
cui due coppie di gemellini. Il piccino di solo tre mesi, è nato malato
ed odiato dal papà che lo ritiene colpevole della morte della madre.
Infiacchita dal troppo lavorare, non ha neanche più voglia di mangia-
re, suo padre che sta nei campi tutto il giorno, non vede quel che tra
poco in quella casupola succederà.
Chi invece si accorge di tutto è Assunta di appena otto anni e cerca
come può di aiutare Barbara, ma invano!
Una sera dal ritorno dai campi, il padre Duilio non trova la fumante
zuppa di fagioli sullo sgangherato tavolo e per giunta lei Barbara ste-
sa sul giaciglio, non dà alla poverina neanche il tempo di spiegarsi,
di chiarire il tutto.
Furiosamente si getta su di lei, è alticcio ed in quelle condizioni non
si rende conto di quel che sta succedendo 91 .
Ormai lì c’è un lago di sangue.
Indifferentemente lui si corica, Assunta inorridita, prende ad acca-
rezzare quell’amato corpo, nei suoi occhi un’altra identica visione.
Al mattino, passata la sbornia, lui la guarda, senza fiatare va nell’orto
90 PIER PAOLO PASOLINI
91 La circostanza della Morte di Santa Barbara in realtà è che il padre, pagano, scoprendo che la figlia
si era convertita al Cristianesimo, l’abbia denunziata al magistrato romano che, in quei tempi di perse-
cuzione, la condannò alla decapitazione dopo due giorni di atroci torture, prescrivendo che la sentenza
venisse eseguita proprio dal padre. La storia modificata, anche se falso storico, ha lo scopo di avvicinare
la tragedia della Santa, ai fatti di cronaca nera familiare, che accadono troppo spesso.
- 89 -affreschi di memoria
e si impicca. Ormai Assunta è sola! No, con lei ci sono due angeli,
che la incitano a lasciar quel luogo. Preso sulle proprie spalle quel
fardello umano da lì parte e si ritrova su una verde valle.
In purezza di colore
In purezza di colore
“Valleangeli”
incide
sussulti umani .
Nell’onda splendida
del crono spazio
il silenzio avvolge
in lattea sorte
prodigio di
angeliche vibrazioni
e disorientati miraggi
Ricorda tutte le cose sono possibili
per coloro che credono 92 .
Salendo in macchina, dubbioso mio marito mi guarda e poi con far
serio mi domanda il perché di quelle lacrime, in poche parole gli
racconto il frutto della mia immaginazione. Come un matto scoppia a
ridere, scuotendo la testa, e mi riferisce che deve velocemente man-
giare per riuscire in tutta fretta.
Mentre preparo il pasto sia per noi, che per Bud, assodo ancora per
una volta, che io vivo in un luogo quieto e sereno.
92 GAIL DEVERS
- 90 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Paradiso in collina
Fratelli, amate ogni creatura
e tutto l’universo 93 ...
Mi guardo spesso allo specchio
mi pizzico spesso il viso
no, non son morta, respiro.
Eppur che strano,
io vivo in Paradiso!
Nei colori del vespero,
in compagnia di lucciole,
sfogliando pronostici e cardi,
lamenti d’uccelli, inspiro
che a bassa quota, volano
su questa inflorescente collina,
svelandomi antichi presagi.
Bud ha ormai dieci anni, si stanca facilmente, gli piace sì uscire, ma
ancor di più, stare appartato e russare placidamente.
Pecujaro
Nel sole, che sa
di belata Resurrezione
rigurgito di pianti
in bianchi manti,
sgocciola
in eroico trionfo.
Di lodi onorato
sia questo posto 94
93 FËDOR MICHAJLOVIC DOSTOEVSKIJ
94 UGO FOSCOLO
- 91 -affreschi di memoria
Mio marito dopo aver pranzato, mi invita ad andare con lui e per con-
vincermi mi propone una scappatella sul suggestivo lago di natura
vulcanica.
Salutata la seducente pozza, ritorniamo per mezzo di una via asfaltata
nel cuore di una faggeta adulta, verso Capranica. Sfiliamo innanzi ad
un vecchio casale, allo sbocco d’uscita del suddetto stradone, affian-
chiamo i resti della “pompa a vento”. Sono i confini nordoccidentali
del paese, in direzione di Vetralla, Monte Fogliano, Vico Matrino...
Le canicole
Di San Cristoforo,
son le canicole.
Nel bollente solleone,
brigata di cuccioli e
San Guinefort
attorniati dalle zanzare malarie.
Nel volteggio del momento,
per fortuna che c’è
la “pompa al vento”
che le zanzare, si porta via
lasciando gli altri
in affabile compagnia.
Un foco vano riga l’aria...
umido nella caldura 95
ruvida, fervide e sincera
rievocazione d’un amor lontano.
95 GABRIELE D’ANNUNZIO
- 92 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Essenza inebriante
poi nell’ombra ...
s’alza la luna
a benedire il monte 96 .
In ovattato riposo
monte Fogliano
spoglia la mente
e rivede... arcaici volti
da pazzo pensiero colpiti
in fuga, che si trascinano
come cani bastonati
verso l’incognito.
Li sprona il vento
li trascina la luna
su quel felice fazzoletto
in favorevole tormento
nasce Capranica.
L’incantesimo di Spinella
In drappo funebre,
dilatati, stanchi noccioloni
attendono la corriera,
per destinazione forno.
Fu a mezzo ottobre,
quando si fan gialle le foglie 97 ,
che Spinella...
96 SEBASTIANO SATTA
97 VITTORIO BETTELONI
- 93 -affreschi di memoria
In drappo compiaciuto,
ampliati, spossati noccioloni
indugiano in forno,
per assegnazione corriera.
Etruscolando rivivo
Sciolte briglie
nel chiaror dell’aurora
intrecciano corse
tra fitta nebbia
e fogliame frusciante.
In predizione fatale
nel sogno di Nica
tremula inglorioso giorno.
Su impastato silenzio
urli, membra e
interiora dilapidate.
Il pianto amaro di
Orione e Cassiopea
metamorfizzato su
Eucalipto in fiore.
Il primo requisito per l’immortalità
è la morte 98 .
Nel tempo sgozzato
Come parlano strani
questi longobardi!
Son giovani, quasi bambini
98 STANISLAW J. LEC
- 94 -Pasqualina Genovese D’Orazio
eppur...non hanno pietà.
Sss, silenzio, ascolta attento
Hai capito?
Che faccia tosta, Dio lo benedica 99 !
Il popolo disperato
si genuflette, gridando pietà,
dall’Alto un boato...
il popolo... beneficiato.
La leggenda vuole che Orlando, il protagonista della omonima
“Chanson de geste”, sia nato in una grotta a Sutri, da Berta, sorella di
Carlo Magno, in viaggio per Roma. Forse è per questa leggenda, che
i resti di un mausoleo romno di epoca repubblicana vengono chiamati
Torri d’Orlando.
Le Torri
Dirò d’Orlando cosa non detta in prosa mai, né in rima 100 ...
Di Orlando son le “Torri”
sulla quiete e silente terra
fondata in chiara sera
dal pianto di una capra nera.
Orlando taciturno camminava
in matricina verde frescura
mentre il suo cuor spumeggiava
nel ricordar la bella avventura.
Per Angelica gentil creatura
mentre una capra agliata, gustava
99 TRILUSSA
100 LUDOVICO ARIOSTO
- 95 -affreschi di memoria
dolci, appassionate frasi d’amore
soavemente sgranava,
maledicendo Agramante.
Nascosto tra muto tufo
un animal selvatico chiamato da
gradevole aroma di lui si beffeggiava.
La mente da ambrosia assopita
bionda chioma rimembrava
in tal condizione, nel buio
il suo pianto liquefava,
mentre nelle sue mani
la testa di Ferraù stringeva.
Sol di lei, Bradamante
si poteva fidare
e la sua sorte al
fedele Atlante, affidare,
perché ormai ella era
di Medoro, moglie sincera
ed a lui, Orlando
si era totalmente negata
regalando ai contadini
di quel luogo
il prezioso dono.
Nel sogno di primo albeggiare
sprofondavano le prodezze
di un franco paladino
e tutte le sue incertezze.
Son passati tanti anni
ciò nondimeno nelle notti
di ciel sereno
tra le “querce d’Orlando”
il famoso braccialetto
ancor qualcuno va cercando .
- 96 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Le Torri d’Orlando
- 97 -affreschi di memoria
Proseguendo direzione Barbarano Romano, ad un certo punto, gi-
riamo a sinistra, per raggiungere la stazione, Grande, della linea
ferroviaria Roma-Viterbo, attraversando gran parte delle campagne
capranichesi. Chissà se il grande Fellini, che a Capranica girò “Luci
del varietà”, nel 1950, tra una scena e l’altra si sgranchiva le gambe
per questa invitante campagna, che a differenza d’oggi, non era ca-
ratterizzata dai noccioleti, bensì da vigne familiari, dove si coltivava
il fabbisogno alimentare di intere famiglie.
Sbuffando... Roma
Era il 29 aprile del 1894
quando per sferrata strada
quel ranocchio di campagna,
che emetteva schiuma nera
dalla punta verde del naso,
grazie alla ferrovia s’insidiò,
per sempre in Roma.
Da quel dì, in scintillante Roma
nell’alloggio all’ incrocio
di via Cassia. con gli accessi
sempre aperti, sempre solo si ritrovò,
dal gran silenzio coperto,
coll’ immaginazione sempre assorta,
tra il verde capranichese.
Finché un giorno con stupore,
si mise a pregare 101
il Gran Signore
“dammi, dammi una voce
con la quale parlare
del mio bel paese”
Il Signore clemente
101 RABINDRANATH TAGORE
- 98 -Pasqualina Genovese D’Orazio
gli illuminò la mente
quella schiuma nera
divenne per sempre parola
e ovunque andava di lei
Capranica, parlava.
Si gira
Il vespero
sogni incantati diffonde
su valli arse, nascosti
giovani spettatori
in abiti contadini
osservano dubbiosi e vogliosi
il regista che riflette,
su cromia d’azione,
di scena la “stazione”.
Danzanti, innanzi a lui
ingegno riminese
seminude libellule,
con occhi di lapislazzulo
e bocche di rubino
fiaccano il di lui
lungo, nervoso meditare
... cosa diavolo è ‘sta felicità con la quale
ci riempiamo la bocca 102 ?
102 FEDERICO FELLINI
- 99 -affreschi di memoria
La Trinità
La Chiesa è stata costruita
dallo Spirito Santo 103 .
Nell’Invisibile,
l’unico tangibile Segno.
Su/in me
piccolo centro agricolo,
Vento Divino.
La mia vitale linfa
sento zampillare
in nivea dissolvenza
direzione l’azzurro cielo.
Spiego le braccia,
verso il sole,
nell’amplesso del momento
il profondo Mistero.
gli Archi
Nel passato, dipinta
è la strada, spianata
da calpestio quotidiano,
che mi conduce a voi,
su sfumazzante treno.
Mi presento: son sogno
in dolci sensazioni
fatte d’emozioni,
che, indietro,
nella danza delle ore 104
mi riportano
103 SANT’AMBROGIO
104 ARTURO GRAF
- 100 -Pasqualina Genovese D’Orazio
in rarefatto ricordo.
Vestite di lievi, diafani veli
giovine donzella
adagiata su voi ”Archi”
tra magica atmosfera,
in attesa di
due occhi blu
e una fronte corrucciata
in divisa di guerra.
Pergola
Tra libertà e stille di sudore
la Pergola sta su pali di legno
esposta, a tacco d’uccello.
Dal suo ventre, discendono
mazzetti di glicine, su di loro,
giace sfinito Apollo,
mirando interminati spazi 105 .
Miriade di baci pennuti
su ganimede ventre
in intrepido movimento
lo spasimo del vento.
L’aiuola
Io sono la pioggia
che fa ridere l’erba 106 ...
Sotto Suprema occhiata
nella morente aurora
una variopinta bolla fiorita
105 GIACOMO LEOPARDI
106 HILDEGARD DI BINGEN
- 101 -affreschi di memoria
inizia la vita.
Un fringuello accarezza,
l’aiuola
mentre, il suo piccolo
cuor di gioia s’arruffa,
col grido natio
di un papavero rosso,
allattato da mille
gocce di pioggia.
Nel frattempo un odore di caffè aggredisce le mie narici e d’improv-
viso in balza solare mi ritrovo giovane, tra altre giovani signore, ac-
compagnatrici di arbusti in fiore, coi grembiuli e i colletti bianchi,
poi... lei, che dopo il nostro caffè, accompagna me a giocare con
il microfono di una radio locale, sita infondo al viale di matricino
natale.
Le signore del caffè
dedicata ad Enia
Eravamo tutte in fuga di gioventù
con gli stessi punti di partenza 107
Nell’arabescato, drappo del tempo,
vite plurime in allegria, rimembrano.
Nel flusso cosciente, l’insieme dei ricordi,
di tante giovani signore, sboccia
mentre aromatico caffè, sorseggiano
innanzi ad una scuola,
che adolescenza mugghia.
Scandagliate menzioni, si aggrappano
a visioni che il cuore feriscono
107 TITOS PATRIKIOS
- 102 -Pasqualina Genovese D’Orazio
per quel dì di ieri,
per quel volto di donna,
per quel sorriso che c’era.
In equilibrio sospeso,
sulla commozione la voce,
che non si ascolta più,
emerge chiara
nel grande senso di amicizia,
che ci legò, un lontano giorno.
Sento la voce di mio marito chiedermi di ritornare coi piedi in terra,
mi guardo intorno è vedo un aquilone librarsi in cielo.
Sole di canaglia
Aquiloni juniores
al sole di “canaglia”
su fiori allegri 108
masticano chewingum
ascoltando canzoni
che sanno
di rossetto e dispetto.
Aquiloni senior
al sole di “canaglia”
masticano nocciole oscure
seguendo
la salita squillante di
una colomba bianca.
.
Tornati a casa, Bud il mio compagno fedele, ha visto passare una
cagnetta assai carina e sembra impazzito, ah l’amore!
108 PABLO NERUDA
- 103 -affreschi di memoria
Pratarello
In notte randagia
scodinzolando vanno
su morbido pratarello
otto zampe, due code, un sol cuore.
Nel silenzio stupito,
l’aria dell’estate s’addensa
e già curva le foglie 109 .
Lambisce la luna,
nell’estasi di plenilunio
romantico abbaio.
La giornata, ormai sul calar della sera s’è inoltrata, la campana del
convento di Bassano Romano, mi invita a ragionare sull’amore uni-
versale e immediatamente le loro visioni si affacciano nel mio pen-
siero.
JPII 110
In nuda vita di ore
fastosi momenti
e
l’espressioni di Tavola
ai capranichesi presenti.
LUI... pio ministro del perdon divino 111
stringe mani e offre VINO.
109 SALVATORE QUASIMODO
110 JOANNES PAOLUS II
111 ALESSANDRO MANZONI
- 104 -Pasqualina Genovese D’Orazio
Tra unghie di vento
Tra unghie di vento
la Madre della Carità
incontra melodia di cuore
infinito piacere
in breve spazio 112
su umida lamiera viscerale.
Ormai è buio, è tempo di coricarsi...
Nel lamento dei cani
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi 113 ...
Nel lamento dei cani
nuvole notturne
mordono crepitante sogno
di passeri e uomini.
Al suon di
flauto di edera
comparsa di fantasma
attaccato ad un filo
d’acqua azzurra,
sovrastante paese.
Ebbri vacillano
nelle preghiere sparse
tra onde d’erba
i monti a me cari
dove un dì, scelsi dimora
e se per caso
lì, per l’ultima volta
112 MICHELANGELO BUONARROTI
113 CESARE PAVESE
- 105 -affreschi di memoria
sarò baciata, da luna nana
empia sarà mia felicità.
la casa dorme, sui monti è sceso lo sguardo intenso di Selene, ma io
ancora sto rinchiusa tra le mura della mia dimora.
Pareti Amiche
La vita sarebbe infinitamente più felice
se nascessimo a ottanta anni e
ci avvicinassimo gradualmente ai diciotto 114 .
Piano, piano,
sempre di più s’inabissava
l’ombra della notte,
ormai gli occhi stanchi
vagavano nel sole,
che giocava con
le pareti color arancio
dello studio,
quello studio impregnato
di volti, visioni e voci
capranichesi.
Rivedeva il bel paese,
e con lui, si rivedeva,
nel fior di gioventù
rivedeva quella mansarda
abitata dal sole,
rivedeva, si rivedeva
mentre percorreva
via degli Anguillara,
corso Francesco Petrarca,
tenendo per mano
un grembiulino blu
114 MARK TWAIN
- 106 -Pasqualina Genovese D’Orazio
di sei anni o poco più.
Rivedeva, no vedeva
quelle pareti color arancio
a tema con la tappezzeria,
e d’improvviso
si rese conto
che in quell’avventura
anche loro avevano avuto
un ruolo importante,
il compito di renderle
allegra quella peripezia.
Chiudendo il computer
vezzeggiò grata
con lo sguardo assonnato
quelle pareti amiche color arancio.
e, con la tranquillità nel petto, mi vado a sdraiare
Nel ritmo lento dell’ora
In sera d’autunno
in fior di primavera
t’ho conosciuta, bella signora.
In te ho vissuto
la mia estate
ed ora, Capranica
nel ritmo lento dell’ora
con sacro incenso
baciami ancora
e ricorda che
anche se Erebo
mi rapirà
per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
- 107 -affreschi di memoria
dello stesso modello 115 .
Non piangere dunque
chiudendo la mia valigia,
ma... baciami ancora.
115 GIANNI RODARI
- 108 -Pasqualina Genovese D’Orazio
In escursion di pensiero
Rileggendo quel che ho scritto
dubbi non ho,
ho cercato come
meglio ho potuto, per voi
amici venuti da lontano
di presentare la collocazione di
questo angolo di paradiso,
ed i suoi ritratti indimenticabili.
Per voi capranichesi
l’impresa mia è stata
solo volervi ricordare
di esser fortunati perché
qui siete nati.
Le mie scuse
a tutti voi
per avervi regalato
estrosa narrativa.
E’ doveroso porre
a questo punto, i sentiti omaggi
a chi in me, ha creduto
o mi è stato d’aiuto
in ciò che fino a ieri
col nome sconosciuto
ho veduto.
Il primo grazie lo voglio fare
al mio compagno d’avventura,
un cane dal muso nero, Bud,
che prostrato ai miei piedi,
ha raccolto tutti i miei pensieri.
Un altro alla mia amica Lary
per avermi donato
anni or sono
il magnifico quadro
- 109 -affreschi di memoria
che oggi ho usato
per la copertina.
Un sentito grazie
anche a voi
per esser qui venuti.
Un piccolo grazie,va
a mio marito
che spesso ha pranzato
con pan da verso condito
e non soltanto per questo,
in particolar modo
lo ringrazio per essere
lui stato il responsabile
di tal mio amore,
per questa creatura,
di opulenta natura.
Un grazie sincero
va a chi, di me, ha scritto
ed uno, l’ultimo,
a mio figlio, al quale
ho chiesto di star zitto,
di non sentenziare,
se non a compito finito.
A TUTTI VOI IL MIO PIU’SENTITO GRAZIE
Pasqualina.
- 110 -Si ringraziano
il Comune di Capranica per il Patrocinio morale,
il Parroco Don Antonio Paglia
ISBN 13: 9788889567128

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