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abici filosofico

Scritto da ilfrancescano. Postato in Filosofia

Usando l’abicì della lingua italiana affrontiamo settimanalmente la filosofia in generale e le sue plurime connaturazioni.

Cos’è la filosofia? Viene raffigurato in questa parola l’atto del pensare.

Filosofia: materia adita greca, bipartita in ragionamento + sapienza.

Sono ritenuti i padri della filosofia: SOCRATE, PLATONE e ARISTOTELE.

Ma, ogni epoca ha i suoi esponenti, in primis vi è la filosofia ionica con Talete di Mileto e la teoria che da origine a tutto, nel periodo del Rinascimento troviamo il primo umanista italiano ovvero FRANCESCO PETRARCA, con lui la scissione tra il percepire spirituale e il tangibile.

Nella filosofia della natura si colloca il più conosciuto alchimista di tutti i tempi: GIORDANO BRUNO e la sua cognizione su

” Dio è una fonte di eterno mutamento che pervade la NATURA”. ..

La filosofia è soprattutto amore per la conoscenza, per quel modo di pensare e, no una qualità appartenente solo ad un gruppo di persone, di riflesso viene spontaneo considerarci tutti pensatori.

Ma, spesso il nostro pensiero sforbicia nell’IRRISOLVIBILITA’.

LETTERA A = Termine filosofico”APORIA”

In italiano il lemma aporia si identifica con l’espressioni: difficoltà, incertezza, insolubilità, esitazione, indecisione, dubbiosità, tentennamento …

L’aporia più famosa al mondo è quella di ZENONE DI ELEA, basata sullo sfoggio dell’Assurdo.

Derivazione di aporia: aporetico = scettico.


Giocando sempre con la lettera, la nuova parola è

                           APOTELESMI

Nella cristologia luterana, quelle operazioni di Gesù Cristo che sono da ascrivere a entrambe le nature, la divina e l’umana, senza distinguere tra esse, cooperanti ciascuna secondo le sue proprietà. Il genus apotelesmaticum (con l’idiomaticum e l’auchematicum o maiestaticum) è uno dei tre generi in cui, nelle controversie tra seguaci della Riforma o anche nella Formula di concordia (1577), venne suddivisa la comunicazione degli idiomi.

 

 Un'altra parola   appartenente  alla lettera A è

                               ANGOSCIA 

 

Termine che in campo psicologico designa uno stato doloroso di ansietà. Dopo una lunga elaborazione nel campo della religione e della teologia gnostica, ebraica e cristiana, a partire soprattutto dal 19° sec., con l’opera di Kierkegaard, il termine ha assunto un significato filosofico, designando lo stato di smarrimento che l’uomo prova quando è posto di fronte all’incertezza e indeterminatezza della sua esistenza, caratterizzata dall’essere un mero possibile, e alla tragica prospettiva della morte e della perdizione. Nel 20° sec., con la filosofia esistenziale, che ha riscoperto Kierkegaard, il concetto di a. si è arricchito di nuove sfumature, ma ha conservato sempre la caratteristica di essere un concetto filosofico fortemente legato alla dimensione psicologica e a uno sfondo metafisico e teologico.


 

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